L’antimafia: «Passatori comaschi   legati alla jihad islamica»
Uno degli atti dell’inchiesta sui passatori che lo scorso settembre ha portato a una ventina di arresti

L’antimafia: «Passatori comaschi

legati alla jihad islamica»

Il procuratore nazionale antimafia: «Inchiesta in Procura a Como su legami con esponenti dell’Isis»

Como

Organizzazioni attive a Como nel supporto logistico per il viaggio dei migranti sarebbero legate a personaggio vicini all’Isis. A lanciare il sasso, ieri nel corso di un’audizione al comitato Schengen in Parlamento, è stato il procuratore nazionale antimafia Franco Roberti. Che ha rivelato: «L’ipotesi investigativa da verificare è che soggetti collegati ad esponenti dello Stato Islamico operino in Europa come supporto logistico ai flussi migratori. La procura di Como ha in corso un’indagine sul supporto logistico fornito a migranti che sbarcano in Italia per portarli verso il Nord Europa. Il supporto logistico è controllato anche da soggetti mediorientali o nordafricani dei quali si ipotizzano legami con esponenti dell’Isis».

Detta così, una vera bomba. In realtà le parole pronunciate da Roberti non svelerebbero - com’è facile intuire - un’inchiesta riservata tuttora in corso, ma si riferiscono al blitz dello scorso settembre che portò i poliziotti della squadra mobile di Como ad arrestare una quindicina di persone con l’accusa di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina.

Tra quelli che - secondo l’inchiesta - avrebbero ricoperto un ruolo di spicco nella banda di passatori impegnata a fornire aiuti per il viaggio dei migranti verso il Nord Europa, anche due soggetti segnalati come foreign fighters, ovvero guerriglieri che sarebbero tornati in Siria per combattere contro il regime di Assad.

I particolari sul quotidiano in edicola oggi, giovedì 1 giugno

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