«Le nostre case stanno andando a pezzi»
Ma Pettignano non si è mai fatto vivo

Como: il caso via Spartaco. Gli inquilini lamentano l’assenza dell’amministrazione comunale. Degrado e abbandono: numerosi alloggi vuoti e per la manutenzione si ricorre al fai da te

Benvenuti nelle case popolari in via Spartaco a Rebbio, benvenuti in un viaggio attraverso il degrado e l’abbandono. Palazzine fatiscenti, non a norma, calcinacci in vista all’interno delle aiuole, rifiuti al posto del verde urbano. La rabbia dei residenti si può toccare con mano. Qui però l’assessore Francesco Pettignano dicono di non averlo mai visto.

«Oggi abito ad Albate - racconta Moira Bigoni - ma fino a due anni fa vivevo qui. Non mi sono mai sentita a casa, il Comune è sempre stato lontano dalle nostre esigenze. Il problema più grave è che molti appartamenti sono vuoti, ma non vengono riassegnati perché mancano i soldi per le ristrutturazioni. Per rivitalizzare queste zone della città è molto importante che questi alloggi siano di nuovo abitati».

I lavori di manutenzione si portano avanti con lentezza. «Siamo stanchi di aspettare - spiega Akin Fevzi, padre di famiglia e residente in via Spartaco - sotto la mia finestra c’è un cantiere da agosto: mi domando quando finiranno questi interventi». Delimitati da reti arancioni ci sono vecchie porte, strutture in ferro arrugginite, sacchi di cemento. La situazione non migliora addentrandosi nel cortile comune ai condomini, in prossimità dei garage. Qui, ammassati su un appezzamento di terra, ci sono i resti di un pino. Il grande albero è crollato sul tetto dei garage a causa del maltempo del mese scorso. I Vigili del Fuoco per mettere in sicurezza la zona lo hanno tagliato, ma è di competenza del Comune di Como portarlo via. Risultato: rami e tronco sono ancora abbandonati in uno spazio che doveva essere destinato a prato e siepi. «È una vergogna - lamenta Antonio Pisanello - quel pino va portato via subito. A volte ci mettiamo all’opera per fare noi delle piccole manutenzioni, ma non possiamo arrivare dappertutto. Quella dell’albero non è un’operazione che possiamo fare noi residenti». E sulle condizioni generali di degrado, aggiunge: «I problemi sono tanti e non così semplici da risolvere. Serve solidarietà anche tra di noi: purtroppo alle assemblee che organizziamo partecipano sempre in pochi. Avremmo bisogno di qualcuno che rappresenti i nostri interessi. In più, non tutti pagano l’affitto: l’autorità comunale dovrebbe farsi sentire di più con controlli e sopralluoghi».

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