Lombardi risponde a Rapinese, dopo aver perso l’incarico: «È questa la mia colpa? Essere amico di chi dissente da te?»

Como L’ex assessore all’ambiente della lista di Alessandro Rapinese risponde pubblicamente alla perdita del suo ruolo. «Atteggiamento di chiusura nei confronti delle minoranze, cui non mi sono adeguato»

Matteo Lombardi ha ribadito la stima nei confronti del sindaco, prima di offrire il proprio punto di vista in un post pubblicato nel primo pomeriggio su Facebook. «L’elemento primario che nel tempo ci ha separato (prodromi s’intravedevano già in campagna elettorale…) - ha scritto poi, dando il via a un’analisi personale di quanto accaduto oggi a Palazzo Cernezzi - è la visione di democrazia interna della lista e, in sostanza, del “modo di fare” politica, che poi alla fin fine è il modo di relazionarsi con ciò che ci circonda».

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Una mancanza di dialogo con la minoranza è infatti secondo Matteo Lombardi il fulcro dei dissapori con Rapinese che, secondo le parole dell’ormai ex assessore, si aspetta da parte dei membri della sua lista «perfetta sterilizzazione dell’ambiente di lavoro e della cerchia amicale, con compiutissima aderenza del singolo alla sua persona, alle sue decisioni ed ai suoi umori, il tutto condito da una imprescindibile crudezza decisionale e comportamentale».

Una sintesi netta e stringatissima dell’aria che Lombardi ha respirato a stretto contatto con Rapinese negli ultimi mesi. Ma l’atteggiamento di chiusura ai pareri e alle proposte delle minoranze, nelle parole di Lombardi, lede l’interesse dei cittadini comaschi soprattutto per quanto riguarda temi come il verde pubblico e l’ambiente: «dialogare con la minoranza (destra e sinistra) e non solo per rispetto di coloro che non hanno votato Rapinese (che sono tanti…) ma perché, spesso, le istanze della minoranza (come è stato per esempio nel caso del Regolamento sull’Ispettore Ambientale e come poteva essere per la “Pensilina della Lissi…” o per i “Cassonetti per gli orti urbani di Cantaluppi…” per citare due recenti argomenti trattati in Consiglio Comunale) aiutano a redigere meglio i regolamenti e / o ad assumere decisioni più aderenti alle necessità della comunità, creando un ambiente di lavoro certamente meno “sterile” ma più ricco, completo e funzionale agli interessi dei cittadini».

«Ritengo politicamente, moralmente e umanamente salutare bagnarsi ogni giorno nella critica del nostro operato e farne tesoro, quando merita» ha poi aggiunto l’ex assessore all’Ambiente, riferendosi ad amici e frequentazioni che sono tutto fuorché sostenitori di Rapinese. Una serie di dissapori che avrebbero portato quindi al silenzio tra sindaco e assessore («in sostanza ci si parlava a malapena da più di un mese») e a una percezione, da parte di quest’ultimo, di totale isolamento dal resto della giunta.

»Ho accantonato da un anno la mia professione per dedicarmi solo a questa “avventura” e fino all’ultimo secondo ho lavorato in modo indefesso – da mane a sera e senza un giorno di sosta neppure quest’estate - per il bene della Città, bene che è venuto prima di tutto, anche della mia salute e della mia già filiforme vita privata».

Alla confessione e al racconto dell’ultimo periodo da assessore, Lombardi ha però aggiunto anche alcuni rimproveri, mossi al sindaco di Como: in primis, di non aver dato riscontro alla richiesta dell’assessore di indire una riunione politica per discutere dei temi cui ha fatto riferimento nella prima parte del post; in secondo luogo, di non avergli lasciato spazio per chiarire le proprie ragioni con i colleghi; infine, per un’affermazione del sindaco che avrebbe sostenuto, col senno di poi, evitabile la candidatura di Lombardi nella sua lista.

Segue, all’interno del post, un augurio per i colleghi della Lista Rapinese, chiuso da una disamina di errori, rammarichi e riflessioni personali con le quali l’ex assessore Lombardi ha cercato di dare una spiegazione finale a quanto accaduto oggi a Palazzo Cernezzi, a Como.

«È questa la mia colpa, Ale? - chiede al sindaco - Essere amico di chi dissente da te?»

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