L’università dell’Insubria guarda avanti  «Pronti a investire, la città cresca con noi»
Un momento dell’inaugurazione dell’anno accademico (Foto by butti)

L’università dell’Insubria guarda avanti

«Pronti a investire, la città cresca con noi»

Ieri l’apertura dell’anno accademico - Il rettore: «Questa università non lascerà mai Como». Aumentano le iscrizioni, tornate ai livelli pre-crisi

Como

L’Insubria ha aperto l’anno accademico promettendo che Como svilupperà la propria vocazione universitaria anche senza il Politecnico.

Ieri mattina a Sant’Abbondio rettore, prorettore e docenti, con le classiche toghe e il “tocco quadrato” in testa, hanno celebrato l’inizio del nuovo anno di studi stilando il bilancio del passato e del futuro dell’ateneo.

L’università ha superato per la prima volta la quota di 10mila iscritti, facendo risalire le matricole oltre le 3mila. Sono i numeri pre crisi economica, per un ateneo che nella sua storia ha laureato in tutto 23mila studenti.

Ma il magnifico rettore Alberto Coen Porisini è intervenuto anche sullo sviluppo della nostra città. «Per Como sarebbe più utile avviare una riflessione con il nostro ateneo - ha detto Porisini - per potenziare l’università in città, invece che continuare a chiedersi cosa si sarebbe dovuto o potuto fare per evitare che il Politecnico di Milano se ne vada del tutto, processo orma irreversibile. La città è abbastanza forte per sviluppare la propria vocazione universitaria, insieme a noi, all’Accademia Galli e al Conservatorio Verdi. Continueremo ad investire, abbiamo già stanziato risorse rilevanti per ristrutturare gli spazi lasciati vuoti dal Politecnico in via Castelnuovo, stiamo solo aspettando di entrarne ufficialmente possesso».

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