Ma che stress l’insegnamento  Giovio, 50 docenti al corso di yoga
Gli insegnanti in palestra, ciascuno dotato dell’immancabile tappetino da yoga

Ma che stress l’insegnamento

Giovio, 50 docenti al corso di yoga

Iscrizioni di massa al corso interno di meditazione per i docenti - La vicepreside: «Stupiti dalle adesioni: ma se stiamo meglio diamo il meglio»

Ridurre lo stress lavorativo, incrementare la concentrazione e l’ equilibrio. In poche parole: stare bene, con sé stessi e con gli altri. Con questo scopo, una cinquantina di docenti si sono ritrovati con il proprio “tappetino” nella palestra del loro liceo, il Giovio, per compiere esercizi meditativi e connessi alla respirazione. Si tratta di “mindfulness”, un percorso legato al benessere molto diffuso nelle aziende di tutta Italia e, per la prima volta a Como, anche in una scuola.

«Due anni fa – spiega Giovanna Ugga, vicepreside e organizzatrice del corso – abbiamo cominciato un’analisi dei bisogni formativi dei docenti, come richiesto dal ministero, con particolare attenzione allo stress, al “bornout” e alle condizioni di malessere derivanti».

Seguendo questo filo e cercando di dare risposte allo spossamento psicologico, sempre più una costante fra i docenti della scuola italiana, all’istituto di via Paoli si è deciso di contattare una società ad hoc, così da trovare i giusti anticorpi già sul posto di lavoro. «Lo scorso anno – continua Ugga – abbiamo scelto un percorso focalizzato in misura maggiore sulla comunicazione. Da settembre, invece, abbiamo deciso di provare con la mindfulness». Il nome, dal sapore un po’ “new age”, potrebbe far arricciare il naso a chi non nutre di grande stima verso alcuni rimedi venuti alla ribalta negli ultimi tempi. In questo caso, si tratta di una tecnica per certi versi paragonabile allo yoga e alla meditazione, parecchio utilizzata nelle imprese private e sviluppata nel centro medico dell’Università del Massachussetts. «Abbiamo pensato “perché non farlo?” - aggiunge la vicepreside - all’inizio, non sapevamo quale riscontro potesse avere. Siamo rimasti stupiti: si sono iscritti in cinquanta. Infatti, abbiamo dovuto spostarci in palestra perché altrimenti non c’era abbastanza spazio».

Un percorso normale prevede otto sessioni di gruppi di due ore. Al Giovio, si è deciso di concentrare in tre sessioni da tre ore e mezza. È presente un “coach” che guida i docenti, sdraiati, nella ricerca della respirazione adeguata. L’ambizioso obiettivo è imparare a mantenere un migliore equilibrio interiore, diventando consapevoli delle emozioni, dei pensieri e delle sensazioni fisiche per affrontare al meglio e con lucidità le situazioni più impegnative della vita privata e professionale. «Si è creata una bella coesione fra i partecipanti– conclude Ugga – si sente l’esigenza di concentrarsi su noi stessi. Del resto, se stiamo bene, diamo il meglio. Nel lavoro e nella vita».


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