«Maltrattamenti sui bimbi dell’asilo»  La Procura: processate la maestra

«Maltrattamenti sui bimbi dell’asilo»

La Procura: processate la maestra

Chiesto il rinvio a giudizio a carico di un’insegnante della scuola d’infanzia. Il difensore: «Una forzatura. Un metodo educativo rigido non può essere sinonimo di reato»

La Procura di Como ha chiesto il processo per Antonella Telesca, la maestra d’asilo finita sotto inchiesta la scorsa estate con l’accusa di maltrattamenti nei confronti di alcuni dei bimbi suoi alunni in una scuola d’infanzia della città.

Nell’immaginario comune quando si parla di bimbi maltrattati all’asilo si pensa alle immagini di maestre che passano la giornata a strattonare o schiaffeggiare i piccoli alunni. Il caso della maestra in servizio a Como non è tra questi, tanto che a suo carico la Procura non ha preso alcun provvedimento restrittivo nel corso dell’inchiesta. Eppure il pubblico ministero Daniela Moroni - titolare del fascicolo - ha deciso di formalizzare l’accusa a carico dell’insegnante sulla base da un lato della denuncia di un papà e, dall’altro, dei filmati girati dalle telecamere piazzate dai poliziotti della squadra mobile di Como.

Alla donna si contestano modalità educative poco ortodosse: una sberla ai danni di un bimbo di 4 anni - l’episodio che ha dato il là alla denuncia e all’inchiesta - un bambino preso per le orecchie, urla all’indirizzo dei piccoli alunni costretti a stare in silenzio e immobili al banco per diversi minuti.

Dal canto suo l’avvocato difensore, il legale di Potenza Giuseppe Colucci, parla «di una forzatura» riferendosi «al reato contestato alla mia assistita. Sarebbe stata una forzatura anche la contestazione del reato meno grave di abuso dei mezzi di correzioni. Da quello che ho potuto vedere esaminando il fascicolo - sono ancora le parole dell’avvocato difensore - non c’è niente a carico della maestra: un’incensurata che ora si trova accusata sul nulla. Non si può contestare un reato penale perché non piace un metodo educativo più rigido».

Ora il caso passa al vaglio dell’ufficio del giudice che dovrà fissare la data dell’udienza preliminare.

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