Maxi polo scolastico al San Martino
Bongiasca ci crede e bussa in Regione

Il presidente della Provincia rilancia: «Chiederò di avere a disposizione tutta l’area» - «I soldi? Si trovano, anche cedendo gli immobili che oggi ospitano le scuole superiori in città»

Maxi polo scolastico al San Martino Bongiasca ci crede e bussa in Regione
L’area dell’ex ospedale psichiatrico da anni è al centro di progetti mai andati in porto

Il presidente della Provincia Fiorenzo Bongiasca nei prossimi giorni busserà in Regione per chiedere la disponibilità dell’intera area del San Martino. Vuole costruire un nuovo grande polo scolastico con al centro il Setificio. «Certo, chiederò alla Regione di darci tutta la collina – conferma Bongiasca – poco importa se un pezzo è dell’Ats Insubria (ex Asl) e un altro dell’Asst Lariana (ex azienda ospedaliera). Ci dicano di sì oppure di no. Da troppi anni il San Martino è bloccato. Quegli edifici meritano un futuro diverso, il grande parco dev’essere restituito ai comaschi. Ed io spero di regalarlo agli studenti e alle giovani leve».

Per Como il San Martino è una della tante ferite aperte, al pari della Ticosa e delle paratie. Salvo alcune attività dell’Ats (in questi giorni per esempio si stanno svolgendo i test rapidi sierologici per gli insegnanti) il resto della vecchia cittadella è vuoto e cade a pezzi. Per costruire un nuovo polo scolastico però ci vogliono tanti soldi e tanti anni. Per partire indicativamente 16 milioni di euro. «Ma i soldi non sono un problema – ribatte il presidente della Provincia di Como – ci sono i mutui, possibili investimenti. Si possono vendere le palazzine liberando gli istituti occupati dalle scuole in centro città che possono rivestire una valenza turistica e commerciale. Possiamo costruire un piano finanziario. E poi con tutti i soldi che buttiamo nella manutenzione milionaria delle scuole ogni anno, un progetto simile rappresenterebbe un risparmio nel lungo periodo. Quanto all’idea piace ed è condivisa. Lo era anche l’idea del campus universitario avanzata dal Politecnico che poi purtroppo è sfumata. Certo siamo ad una fase preliminare e c’è un grosso lavoro da fare. Ma come per tutti i capitoli annosi e complicati bisogna cercare di guardare lontano».

Bongiasca aveva avanzato la proposta alla fine del 2019. Poi è arrivato il Covid, ma il progetto non è rimasto chiuso nel cassetto. L’intenzione è spostare il Setificio, pensando all’istituto di riferimento del comparto del tessile e della moda di Como come aggregante per altri corsi, magari specialistici. La ragione è anche economica. Può suscitare l’interesse dei privati, di altri enti di formazione superiore e universitari. In più occorre pensare che la Provincia per il solo Setificio spende più di un milione di euro per effettuare i lavori utili a confermare l’agibilità degli edifici. Ci sono problemi di riscaldamento, dispersione, le facciate hanno subito diversi costosi restyling. «Andremo comunque a lotti – spiega Bongiasca – ricostruendo pezzo a pezzo il San Martino. Pensando anche di demolire alcuni fabbricati interni e adiacenti a via Castelnuovo e offrendo all’università dell’Insubria la possibilità di allargarsi e di creare sì un suo vero campus. Per poi magari calamitare altri istituti cittadini, altre scuole superiori, servizi. Senza dimenticare il museo della Seta che potrebbe in spazi diversi avere un rilievo maggiore atteso da tanti anni».

A proposito di bussare le porte della Regione, il presidente del consiglio regionale Alessandro Fermi fa sapere che appoggia il progetto del polo scolastico nel San Martino e che accompagnerà Bongiasca nella “missione” a Palazzo Lombardia.

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