Mense, passa la rivoluzione Una sola cucina per tutte le scuole
La protesta inscenata ieri sera in consiglio dai genitori. Il presidente dell’assemblea ha fatto rimuovere lo striscione, vietato dal regolamento (Foto by Carlo Pozzoni)

Mense, passa la rivoluzione
Una sola cucina per tutte le scuole

Dal prossimo anno in via Isonzo a Prestino il centro unico di cottura nonostante la contestazione delle mamme (che ieri sera si sono presentate in consiglio) e le 2mila firme raccolte

L’ex assessore e consigliere di opposizione Anna Veronelli riceve dalle mamme le 2mila firme raccolte dai genitori

L’ex assessore e consigliere di opposizione Anna Veronelli riceve dalle mamme le 2mila firme raccolte dai genitori
(Foto by Carlo Pozzoni)

Mamme e papà assistono alla seduta del consiglio comunale

Mamme e papà assistono alla seduta del consiglio comunale
(Foto by Carlo Pozzoni)

La protesta inscenata dalle mamme in consiglio comunale contro la realizzazione di una cucina unica per le mense scolastiche della città non è bastata a fermare l’amministrazione. Poco prima dell’una del mattino, respinti tutti gli emendamenti presentati dalle minoranze, il consiglio ha approvato l’assestamento di bilancio, che contiene 700mila euro da destinare alla realizzazione del centro unico di cottura. Quindici i voti favorevoli, dodici quelli contrari, tra cui quello dei consiglieri di maggioranza Favara del Pd e Cariboni di “Amo la mia città”. Altri due consiglieri di maggioranza (Luigino Nessi e Celeste Grossi di Paco-Sel) si sono astenuti.

Consegnate anche le 2mila firme di una petizione tramite la quale si chiedeva la valutazione di soluzioni alternative, soprattutto in relazione alla chiusura della scuola del quartiere, i cui alunni saranno trasferiti nel plesso di via Picchi, dove già trovano posto i ragazzi delle scuole medie.

Lucini incontra i genitori a mezzanotte

Lucini incontra i genitori a mezzanotte

Il sindaco ha incontrato i genitori in Sala Stemmi spiegando che non c’erano alternative e che l’attuale organizzazione non è più sostenibile (l’Inps ha evidenziato irregolarità nell’utilizzo di personale a tempo determinato assunto di anno in anno per garantire un servizio ordinario).

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