Mense, proteste  per i pasti da 40 km  «Controlli sul cibo»
Polemiche sul nuovo appalto per le mense scolastiche

Mense, proteste

per i pasti da 40 km

«Controlli sul cibo»

Il cibo verrà preparato a Garbagnate Milanese. Il Comune: faremo verifiche serrate su tempi e qualità. Veronelli dopo gli attacchi: «La proposta Pd era peggio»

I poco meno di 40 chilometri di distanza tra la sede dell’azienda Euroristorazione (in attesa dell’aggiudicazione definitiva dell’appalto, che avverrà dopo la consegna di tutta la documentazione) e la sede del Comune (è stata assunta come parametro di gara, vista la diversa dislocazione delle mense comunali) e i 40 minuti (senza traffico) necessari per percorrerli stanno sollevando più di una polemica tra i genitori e all’interno di Palazzo Cernezzi.

Dal Comune ieri hanno fatto sapere che i dettagli dell’offerta vincitrice saranno resi noti solo dopo l’aggiudicazione definitiva, ma hanno rassicurato sulla qualità dei cibi che i bambini troveranno nel piatto e hanno anche assicurato che «quando partirà il servizio i controlli saranno serrati». In pratica sono previste verifiche mirate per testare sia la qualità dei cibi sia i tempi di consegna, oltre alle derrate alimentari.

Tra le principali contestatrici del nuovo sistema la consigliera del Pd Patrizia Lissi, che ha attaccato duramente il centrodestra e Anna Veronelli, che aveva contestato il punto unico di cottura che la passata amministrazione avrebbe voluto realizzare a Prestino.

Ieri è arrivata la replica proprio da Veronelli, oggi presidente del consiglio comunale: «Come ho già tentato di spiegarle in commissione, comparare la proposta frettolosa che aveva fatto la sua giunta, che voleva chiudere tutte le cucine e una scuola elementare e realizzare a spese del Comune un centro di cottura dai costi faraonici, non ha senso. La proposta dell’assessore Amelia Locatelli, al contrario, salvaguarda e mantiene aperte quasi tutte le nostre cucine ed esternalizza il servizio attraverso una gara che ha valutato con estrema accuratezza la qualità dell’offerta di chi, per professione, fa ristorazione collettiva. Gli standard di qualità dovranno essere alti, ci sarà un controllo assiduo che coinvolgerà anche le commissioni mensa». E chiude dicendo che «Lissi, pur di fare propaganda politica, non capisce o fa finta di non capire le differenze».

© RIPRODUZIONE RISERVATA