Mense scolastiche, firmati 53 contratti  Salvi i precari che rischiavano il posto
Da quest’anno le famiglie pagheranno solo per i pasti consumati

Mense scolastiche, firmati 53 contratti

Salvi i precari che rischiavano il posto

Lavoreranno alle dipendenze della società di Garbagnate che ha vinto l’appalto - L’assessore Locatelli: «Grande soddisfazione»

Como

È finita davvero come meglio non poteva la vicenda dei lavoratori precari delle mense scolastiche, per il cui futuro si era seriamente temuto all’indomani della parziale esternalizzazione del servizio di refezione scolastica, la scorsa primavera.

Ieri, Amelia Locatelli, assessore alle Politiche sociali del Comune, ha annunciato il perfezionamento di un accordo che farà tutti felici: 40 dipendenti con contratti scaduti lo scorso giugno - e comunque, si ricorderà, non più prorogabili - hanno già firmato con “Euroristorazione”, l’azienda di Garbagnate Milanese che dal prossimo anno scolastico sfamerà i piccoli alunni di un elenco di asili e di elementari della città; una secondo gruppo, per un totale di 53 lavoratori, firmerà di rientro dalle ferie, la prossima settimana.

«Non era un passaggio scontato - dice l’assessore Locatelli -, per quanto l’amministrazione abbia fatto tutto ciò che era in suo potere, raccomandando e caldeggiando le assunzioni anche tramite l’intervento del prefetto. Quei lavoratori erano tutti nostri dipendenti, saperli nuovamente al loro posto ci riempie di soddisfazione».

Le novità conseguenza dell’appalto assegnato lo scorso giugno, sono già state lungamente approfondite:a un lieve rialzo delle tariffe (il costo di un pasto passerà da 4,80 a 5 euro) corrisponderà, per esempio, la possibilità di pagare a “consumo”. L’esternalizzazione è soltanto parziale, nel senso che i pasti arriveranno dai centri di cottura di Garbagnate nelle sole scuole in cui il cibo veniva già trasportato in precedenza, con l’aggiunta dei plessi di via Alciato, di Monte Olimpino, di breccia e di Prestino. La distanza dei centri di cottura di Garbagnate dal centro di Como è di circa 37 chilometri, distanza che non aveva mancato di suscitare qualche perplessità da parte di chi temeva, e teme, un decadimento della qualità del cibo cotto.

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