Mercato coperto, che beffa  Spesi due milioni, ma è vuoto
Il mercato coperto di via Sirtori

Mercato coperto, che beffa

Spesi due milioni, ma è vuoto

A otto mesi dalla fine dei lavori al mercato tra via Mentana e via Sirtori, il Comune non riesce ad affittare i negozi e tutto è deserto

Otto mesi dopo, nulla è cambiato. A luglio del 2015 si concludevano - in ritardo rispetto alle previsioni - i lavori di riqualificazione dell’ex padiglione grossisti del mercato coperto, tra via Mentana e via Sirtori, un intervento costato ai contribuenti un milione e 800mila euro. L’enorme spazio, oggi, resta chiuso e completamente inutilizzato. Il Comune ha provato ad assegnare attraverso appositi bandi i mini negozi al piano terra (sono box da 30-35 metri quadrati l’uno, che possono essere uniti) e il soppalco di 700 metri quadrati, ma è stato un buco nell’acqua. Dopo mesi di stallo, ora è la stessa amministrazione ad alzare metaforicamente bandiera bianca ammettendo che, con i vincoli attualmente in essere, il padiglione rischia di rimanere inutilizzato ancora a lungo. E allora spunta il piano B, una modifica delle destinazioni insediabili, per rendere più appetibile l’operazione. L’obiettivo è chiaro: ampliare il ventaglio delle categorie che possono stabilirsi in via Mentana. Resta da capire come raggiungerlo e su questo stanno lavorando gli uffici, su input dell’assessore al Commercio Paolo Frisoni. Impresa non semplicissima, visto che c’è di mezzo la Regione, ente che ha stanziato per i lavori al mercato coperto 249mila euro, nell’ambito del Distretto urbano del commercio. «Stiamo valutando come togliere la destinazione ad area “mercatale” - conferma Frisoni - perché con questo vincolo la struttura di fatto è inutilizzabile. Le norme per le aree mercatali non danno spazio ad alcune categorie che potrebbero essere interessate e soprattutto impongono contratti della durata di 12 anni, un tempo non sufficiente per rientrare dall’investimento. Bisogna tener presente, infatti, che la parte superiore necessita ancora di alcuni lavori edili, a carico del privato». Il cambio di destinazione servirà l’ok della Regione e - forse - un passaggio in consiglio comunale. «Gli uffici stanno approfondendo la questione - dice Frisoni - Se anche dovessimo restituire i fondi che ci hanno assegnato non sarebbe una tragedia. Ma non è detto, vedremo».


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