Migranti in via Regina  Diminuiti di un terzo  nell’arco di un anno
Migranti ospitati nel centro di via Regina Teodolinda (Foto by archivio)

Migranti in via Regina

Diminuiti di un terzo

nell’arco di un anno

Oggi 190 ospiti, l’anno scorso erano 300. «Ma la frontiera rappresenta sempre un’attrazione». Il problema: adulti e minori sono nella stessa struttura

«Negli ultimi settimane le presenze sono diminuite sensibilmente, soprattutto se pensiamo che il centro ospitava nei mesi “caldi” oltre trecento persone». Oggi invece, nei cinquanta moduli abitativi del centro di via Regina Teodolinda si contano 192 persone, di cui la metà circa composta di pachistani, mentre le altre persone provengono dalla Somalia e dall’Africa nera. Le donne, poche, sono in maggioranza nigeriane e somale.

I numeri sono pubblicati sul sito della Caritas, contenuti all’interno del consueto report sulla struttura governativa: rispetto ai periodi in cui la città è stata al centro di una forte pressione migratoria, i dati registrati al centro e in dogana segnano netto calo. In via Regina Teodolinda, la media degli ultimi mesi è di 150, mentre le guardie di confine dicono che in Ticino, a luglio, sono state fermate meno di quattrocento persone in arrivo da Como (numeri così bassi non si segnavano da prima del 2016). Secondo Roberto Bernasconi, direttore della Caritas, la struttura governativa ha svolto in modo egregio il suo compito. «La presenza di migranti sul territorio – avverte – è però sempre alta. Cosa succederà nei prossimi mesi? È difficile capirlo, a breve diverse persone usciranno dal circuito dell’accoglienza e potranno arrivare sul territorio: per questo, a livello nazionale, serve una soluzione politica».

Quindi: ci sono meno persone accolte nel centro o intenzionate ad andare in Svizzera per raggiungere poi il Nord Europa. Però, il confine resta un’attrazione: per questo, le presenze di migranti sul nostro territorio, fatte le debite proporzioni di grandezza, sarà con buona probabilità sempre maggiore rispetto alle altre città non di frontiera.

Per quanto riguarda i minori non accompagnati, «la Prefettura - continua il report - si è adoperata affinché i minori non siano presenti al campo per troppo tempo. Infatti, già da alcune settimane, si presta aiuto per alcuni adempimenti per poi essere destinati al più presto nei vari centri di accoglienza operanti sul territorio». La presenza nella stessa struttura di adulti e minori è stata segnalata in senso negativo più volte da diverse organizzazioni, ultima in ordine di tempo l’associazione Medici senza frontiere.

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