Migranti, sempre meno al confine  Calate dell’80% le persone fermate

Migranti, sempre meno al confine

Calate dell’80% le persone fermate

Questa estate sono stati 1390 i tentativi di passare illegalmente in Canton Ticino.Soltanto due anni fa i respingimenti sono stati 34mila. Ma la frontiera continua ad attrarre

I numeri dell’emergenza,

secondo le statistiche

delle guardie elvetiche

sono ormai alle spalle

I numeri, spesso usati per descrivere la portata del fenomeno migratorio in Italia, in questi mesi raccontano una pressione al confine fra Como e Ticino inferiore rispetto allo scorso anno e, di conseguenza, ancora più bassa rispetto al 2016, l’anno della cosiddetta “emergenza stazione”.

A dirlo sono le cifre. Come ogni mese, le guardie di confine svizzere forniscono un resoconto sui tentativi d’ingresso illegali alla frontiera, spesso da parte di giovani africani. Entro la fine della settimana, come di consueto, dovrebbero arrivare i dati di ottobre. Al momento, però, se guardiamo luglio, agosto e settembre, i mesi dove si registra sempre il maggior numero di respingimenti, in Ticino si contano 1390 tentativi di passare la frontiera in maniera illegale in novanta giorni. Se si conferma il trend, dovrebbero essere attorno ai trecento anche a ottobre, per arrivare a mille negli ultimi tre mesi. Per avere un metro di paragone, due anni fa, in agosto, 1390 furono i tentativi registrati in una settimana.

In estate, le espulsioni sul nostro territorio furono altissime, arrivando a superare quota seimila il mese. Allargando lo spettro, sempre nel 2016 si sono contati circa 34mila di casi di soggiorni illegali nel vicino cantone (una persona può provare più volte a passare). Nel 2017, invece, i numeri furono alti fino a giugno, poi da lì il crollo tanto che, in tutto l’anno, provarono da Como a passare il confine ticinese 10735 africani. Quest’anno, sono ancora più bassi: nei primi sei mesi dell’anno si è arrivati a 2780, in buona sostanza come le cifre che si registravano, senza fare scandalo, prima del 2016.

Rispetto a due anni fa, ci sono quindi molte meno persone intenzionate ad andare in Svizzera o a oltrepassarla per raggiungere il Nord Europa e, quindi, transitando sul nostro territorio. In ogni caso, è bene ricordarlo il confine resta un’attrazione, anche per chi è in uscita dai Cas (cioè i Centri di Accoglienza Straordinaria).

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