Monete d’oro, Como sogna. Ma si è dimenticata la città sotterranea
Alcune delle monete d’oro ritrovate in via Diaz all’ex Teatro Cressoni

Monete d’oro, Como sogna. Ma si è dimenticata la città sotterranea

La scoperta sotto all’ex Teatro Cressoni riporta al progetto di valorizzazione delle mura romane. Castelletti: «Idea faraonica, si aprì solo la Porta Pretoria»

La curiosità attorno al tesoro di via Diaz con le circa 400 monete romane (ma anche una barretta d’oro e dei gioielli) fa sognare i comaschi che guardano indietro ai loro antenati. Già una quindicina di anni fa l’allora direttore dei musei Lanfredo Castelletti aveva seguito un progetto che prevedeva l’apertura di un percorso sotterraneo da Porta Torre fino alla torre San Vitale con anche vetrate aperte su via Cantù per consentire anche a chi camminava di poter vedere dall’alto la Como che fu.

Il progetto, con la sola eccezione della zona della Porta Pretoria (inaugurata nel 2013) è però rimasto nel cassetto anche per i costi elevati e per la necessità di passare anche in aree private. «L’idea - spiega oggi Castelletti - era quella del percorso studiato dall’architetto Libero Cecchini, specialista di restauri e monumenti. Prevedeva di prolungare con una grande tettoia trasparente il percorso da Porta Pretoria ne cortile del Volta (dove c’era orto botanico romano)». Il percorso si interrava nuovamente in corrispondenza di via Carducci per proseguire all’interno della Ciceri. «Da lì sarebbe stata poi un’avventura il tratto fino al giardino del museo e alla torre San Vitale. Un progetto faraonico e già nel 1981 avevo chiesto se si poteva pensare di salire sulle torri, ma allora non erano garantite le giuste cautele di sicurezza. Nell’area del mercato si sarebbe potuto creare un grande spazio sotterraneo anche per attività divulgative». Castelletti dice che da quel progetto «si potrebbe ripartire, ma per farlo sarebbe necessario creare un grosso interesse non solo dei comaschi, ma di tutta comunità lariana e chiedere finanziamenti alla Comunità Europea.

Castelletti avverte però che «è una strada difficile» anche se «si può tentare» e dice che «allora a livello economico venne fatta una valutazione dei costi approssimativa perché c’era l’incognita dell’ultimo tratto, se c’è la volontà si può tentare».

L’ex direttore dei musei sul ritrovamento delle monete d’oro sottolinea «l’impatto che ha avuto sulla stampa transoceanica, molto notevole». E aggiunge: «Si tratterà di tenere viva questa attenzione e occorrerà, come giustamente ha detto il Soprintendente, pensare alla collocazione al museo adeguando i sistemi di sicurezza. Un tesoro di questo tipo, anche nell’esposizione immagino che ci si limiterà a un campione, va protetto». E chiude ricordando che in passato si ipotizzava la presenza di statue nel sottosuolo, «invece sono state trovate le monete d’oro».


© RIPRODUZIONE RISERVATA