Multati a Como, la Svizzera nega i dati
«Così è impossibile inviare le sanzioni»

Il Comune non riesce più notificare 5mila verbali l’anno. Camorino: manca un accordo tra i due Stati. Il comandante della Polizia locale: «Siamo bloccati»

Multati a Como, la Svizzera nega i dati «Così è impossibile inviare le sanzioni»
La frontiera italo svizzera

Multare un’auto o una moto con targa svizzera a Como è diventato praticamente impossibile, a meno di non cogliere sul fatto il trasgressore e, quindi, contestargli immediatamente l’infrazione.

Il motivo? Il Ticino ha bocciato una richiesta fatta dal Comune di Como di poter avere i nominativi e le residenze in base alle targhe e così, di fatto, non si possono più notificare le contravvenzioni.

Il «no» arrivato dal Ticino

La sezione della Circolazione di Camorino ha infatti messo nero su bianco in una nota che «non risulta stipulato tra Italia e Svizzera alcun accordo per lo scambio degli estremi identificativi degli intestatari dei veicoli oggetto di violazioni amministrative al codice della strada» e che, pertanto, spiegano da Palazzo Cernezzi, «non è possibile, ad oggi, acquisire i dati necessari per procedere alla notificazione dei verbali di violazione».

Questo significa uno stop a circa 5mila verbali l’anno, dei quali la metà di veicoli ticinesi. La situazione di stallo (e di beffa) per i comaschi è confermata dal comandate della Polizia locale Donatello Ghezzo: «Purtroppo la questione è reale e complicata. Prima recuperavamo gli estremi per notificare le sanzioni attraverso il centro di cooperazione di Chiasso e la collaborazione con la guardia di Finanza. Poi le autorità svizzere ci hanno fatto sapere che quella modalità poteva essere adottata solo per finalità di reati penali». E quindi? «A quel punto - prosegue Ghezzo - abbiamo chiesto loro come dovevamo comportarci e chi hanno indirizzato alla motorizzazione elvetica. Siamo, per ovvie ragioni, partiti da quella del Ticino, ma dopo una lunga trafila burocratica ci è arrivato il diniego motivato dalla mancanza di accordi tra Roma e Berna. Questo significa, di fatto, l’impossibilità di notificare le sanzioni. Abbiamo un archivio, ma bisogna avere la fortuna che sia un veicolo già inserito in passato ad aver commesso l’infrazione e, in aggiunta, che nel frattempo l’intestatario non abbia cambiato residenza». Un bel problema per le casse di Palazzo Cernezzi, ma non solo e un indiretto lasciapassare per gli svizzeri che commettono infrazioni alla guida in Italia. Per risolverlo servirebbe un intervento del ministero degli Esteri e il raggiungimento di un accordo ad hoc tra i due Stati, almeno stando all’interpretazione data dalla sezione di Camorino.

Il recupero crediti internazionale

Palazzo Cernezzi, proprio nei giorni scorsi, ha affidato il servizio di recupero crediti internazionali alle società Megasp e Gefil. Si tratta delle multe prese a Como da veicoli con targa estera, ma con l’esclusione proprio della Svizzera. Da tutti gli altri Stati, l’amministrazione cittadina deve riscuotere il corrispettivo di 450 verbali emessi tra il primo e il 31 dicembre dell’anno scorso (le notifiche vanno tassativamente inviate entro 360 giorni, pena la decadenza del debito del creditore e, quindi, del Comune) a cui si aggiunge uno stock di altre seimila multe relative al primo semestre del 2020, già pronte per essere spedite.

«Per gli stati dell’Unione Europea - chiarisce il comandante - non ci sono problemi di notifica poiché si accede alla banca dati comune, altra questione è poi il riuscire effettivamente a recuperare gli importi delle contravvenzioni».

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