’Ndrangheta, latitante comasco estradato dal Marocco

’Ndrangheta, latitante comasco
estradato dal Marocco

Per 22 anni era riuscito a sfuggire alla cattura

Per 22 anni era riuscito a far perdere le proprie tracce. E mentre in Italia lo ricercavano per arrestarlo, mentre lo processavano e lo condannavano per traffico di eroina, in combutta con personaggi legati ai clan della ’ndrangheta, mentre l’eroina che gli aveva garantito introiti milionari (allora i conti si facevano ancora in lire) veniva soppiantata dalla cocaina e mentre le cosche calabresi si reinventavano al nord abbandonando - almeno in parte - il traffico di droga in favore di altre attività più redditizie alle nostre latitudini, lui in riva all’oceano Atlantico, in Marocco, si è ricostruito una vita nel settore immobiliare.

Lì, a Temara, a 15 km dalla capitale Rabat, i carabinieri del nucleo investigativo di Como avevano individuato Angelo Fillipini, nato e residente a Como, oggi 74 anni, ma nei primi anni Novanta rampante protagonista di un vorticoso giro di eroina dalla Turchia al Comasco, che gli è costato una condanna (già definitiva) a 11 anni 7 mesi e venti giorni. Quello stesso giro di cocaina che sfociò nell’omicidio di Diego Spinella, giustiziato a Turate il 5 marzo 1993 nell’ambito di una guerra per il controllo dei traffici di droga verso Como, Saronno, Fino Mornasco e Rovellasca.

Filippini, secondo l’accusa che ha retto in tutti e tre gradi di giudizio e che è diventata condanna definitiva ormai sei anni fa, ha fatto parte del clan ’ndranghetista “Spinella-Ottinà” garantendo ai vertici dell’organizzazione un supporto logistico per lo stoccaggio di ingenti quantitativi di eroina provenienti dalla Turchia. In particolare - ricordano i carabinieri del nucleo investigativo di Como - Filippini avrebbe custodito la droga (un giro che poteva arrivare fino a circa 200 chili di eroina al mese) in cambio di compensi da 30 milioni di lire per ogni carico stoccato nel suo capannone di Rovellasca.

Arrestato lo scorso aprile, ieri Filippini è rientrato in Italia, scortato da personale dello SCIP - Servizio per la Cooperazione Internazionale di Polizia del Dipartimento della Pubblica Sicurezza.


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