Nei dormitori Caritas  sempre più italiani
Nel centro migranti di via Regina diminuiscono gli ospiti: ora sono meno di duecento (Foto by foto di archivio)

Nei dormitori Caritas

sempre più italiani

Diminuisce il numero degli stranieri. In calo anche gli ospiti al centro migranti di via Regina

Como

Calano gli ospiti del centro migranti di via Regina, aumentano invece i “transitanti”, ovvero gli stranieri che passano da Como con il solo obiettivo di proseguire il viaggio verso il Nord Europa. Ma nei dormitori gestiti in città dalla Caritas aumenta sempre più la percentuale di cittadini italiani.

Sono i dati elaborati e diffusi dalla Caritas sull’emergenza migranti da un lato e su quella della povertà e dell’emarginazione dall’altro.

Iniziamo con la situazione nei dormitori gestiti dalla Caritas: il centro di accoglienza di via Napoleona, aperto nella sede dell’Ozanan, quello di via Salvadonica presso i padri Comboniani e di via Sirtori, sede dell’operazione “emergenza freddo”. Le persone ospitate a oggi nelle tre strutture sono complessivamente 121. «I dati 2017 - spiegano dalla Caritas - non sono ancora disponibili, ma si è registrato un incremento delle presenze». Così come è in aumento la percentuale di utenti italiani: sono passati dal 23% del 2012 al 31% dello scorso anno, ovvero una media di un ospite ogni tre.

Sul fronte dell’immigrazione c’è invece da sottolineare un calo sensibile delle presenze al Centro temporaneo di via Regina: attualmente sono meno di 200, contro una media delle oltre 300 persone ospitate fino ad alcuni mesi fa.

Nelle ultime settimane il dato medio parla di una novantina di uomini, 35 donne e una trentina di minori, sia accompagnati che non. È in aumento, invece, il numero dei “transitanti” ovvero coloro che sono arrivati a Como con l’intenzione di lasciare la città in breve tempo: sono passati da 40 a 178. Si tratta soprattutto di persone tra i 20 e i 30 anni provenienti in gran parte da Eritrea, Somalia e Nigeria.

Le persone che vogliono farsi accreditare al Centro hanno un percorso legale “obbligato”: dopo un passaggio in Questura si può ottenere un permesso per entrare al campo e successivamente intraprendere l’iter per ottenere la richiesta di asilo.

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