Niente commissario e una nuova gara  «Le paratie vanno finite»
Il lungolago ridotto a un cantiere da otto anni a causa delle paratie

Niente commissario e una nuova gara

«Le paratie vanno finite»

Definito il percorso di massima per il lungolago. Il sindaco Lucini: «Fermarsi ora non è utile alla città»

Cade l’ipotesi del commissario governativo (l’opera resterà in capo al Comune o alla Regione) mentre ci sarà una nuova gara d’appalto per una parte delle opere idrauliche.

Intorno a questi paletti si snoda il percorso per riprendere il filo del cantiere a lago dopo i colpi subiti prima dall’Anac e poi dalla Procura. Il sindaco Mario Lucini ha ripreso il lavoro lì dov’era rimasto e cioè dalla terza variante demolita dall’Anticorruzione.

L’esito sarà frutto del confronto con i tecnici del Ministero e con la Regione su cui del resto cade la competenza dell’opera. Si tratta di un percorso ancora incerto, nemmeno il primo cittadino azzarda tempistiche precise sull’eventuale ripresa dei lavori. L’obiettivo rimane quello di riaprire il cantiere, almeno per le opere che rimarrebbero in capo a Sacaim, entro la fine del mandato. Per dare seguito ai lavori, nel loro insieme, ci vorranno in ogni caso due anni abbondanti come è sempre stato stimato dai tecnici dell’amministrazione.

Il sindaco Lucini è tornato pubblicamente sul caso paratie, ieri durante l’incontro “Processo alle paratie”, organizzato in Cna da Ecoinformazioni. Tra le principali accuse mosse dai cittadini al sindaco Mario Lucini quelle relative al mancato coinvolgimento della città e, soprattutto, la decisione presa al momento della sua elezione di non interrompere il progetto di cui peraltro era stato un forte oppositore. Una accusa di incoerenza che Lucini non ha accettato: «già in campagna elettorale avevamo detto che ci saremmo impegnati per ridefinire un progetto carente e pericoloso ma comunque già avviato, e per il quale tra l’altro erano già stati spesi 8 milioni di euro, al fine di limitare i potenziali danni connessi all’esecuzione di opere con un progetto inadeguato e giungere alla conclusione rinegoziandone l’invasività».

Ma la strada più ragionevole, al netto delle opinioni personali, era, secondo il sindaco, quella che prevedeva la conclusione del progetto paratie. Anche alla luce di tutti i problemi sollevati nelle scorse settimane dall’Anac. «Ritengo – ha aggiunto Lucini – che sia stato fatto un lavoro importante e valido da un punto di vista tecnico, sono state risolte le principali criticità delle opere nel sottosuolo, ed è stato completato il disegno architettonico per la parte superficiale che prima non era stato nemmeno previsto».

La parola fine però è ancora lontana. Soprattutto perché L’Anac e la Procura della Repubblica sostengono che anche le uniche opere fino ad ora realizzate sono prive di autorizzazioni valide.

Fermare il progetto, quindi? O addirittura abbattere le opere che vengono considerate abusive dalle autorità di controllo? Per i cittadini presenti ieri sì, questa sarebbe la soluzione migliore. «Non penso sia la decisione più utile per la città - ha detto il sindaco - come non lo è, a questo punto, fermarsi e non portare a termine il progetto; anche da un punto di vista dei costi credo che non sarebbe utile per la città perché a quel punto bisognerebbe rendere conto dei soldi che abbiamo speso per opere non funzionali. Penso sia meglio finire l’opera come si deve». «Secondo me - conclude il sindaco - siamo stati trasparenti e coerenti; tutte le volte che c’è stato un passaggio fondamentale di modifica del progetto abbiamo fatto diversi incontri pubblici molto partecipati». 


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