Olgiate, intercettano auto sospetta  Arrestato con un chilo di cocaina
Prosegue l’attività di contrasto allo spaccio nell’Olgiatese (Foto by arcihvio)

Olgiate, intercettano auto sospetta

Arrestato con un chilo di cocaina

Inseguito dai carabinieri del Nucleo operativo e radiomobile fino a Solaro - È uno straniero di 24 anni subito trasferito al Bassone

Olgiate Comasco

Un giovane di 24 anni di nazionalità marocchina, è stato arrestato ieri notte attorno alle 2.30 dai carabinieri del Radiomobile di Como dopo un lungo inseguimento fino a Solaro, ben oltre i confini della provincia di Como.

In auto nascondeva circa un chilo di cocaina, finita sotto sequestro e destinata ai rituali controlli di laboratorio, per verificarne la purezza.

Il giovane, invece, è stato trasferito in mattinata nel carcere comasco del Bassone, dove resta rinchiuso con l’accusa di possesso ai fini di spaccio e dove nelle prossime ore sarà sottoposto al rituale interrogatorio di convalida del fermo da parte del giudice delle indagini preliminari.

Secondo quanto si è appreso, i carabinieri, impegnati in una serie di controlli preventivi finalizzati proprio al contrasto dei fenomeni di spaccio, lo avrebbero rintracciato nell’Olgiatese nel cuore della notte, a bordo di una Lancia Delta sospetta. Gli si sono messi alle calcagna inseguendolo fino a Solaro, salvo poi risolversi a entrare in azione bloccandolo. Formalmente residente a Mondragone in provincia di Caserta, celibe, disoccupato, teneva la droga nascosta all’interno del cruscotto, in un unico “panetto” da 1,07 chili. Quando poco dopo i carabinieri gli hanno anche fatto irruzione in casa per la perquisizione domiciliare che si effettua quasi sempre in queste circostanze, hanno recuperato altri 26 grammi di hascisc, questi pure sequestrati.

Ora bisognerà cercare di ricostruire da dove quella droga arrivasse, se cioè lo straniero la avesse acquistate nell’Olgiatese o se sia più plausibile il contrario, e cioè che se la fosse procurata altrove e che fosse intenzionato a rivenderla in dosi proprio qui, dalle nostre parti. Soprattutto ai militari dell’Arma sarebbe utile capire quale sia la sua provenienza, per provare a ricostruire la rete di approvvigionamento di un mercato che, nonostante denunce e arresti, trova sempre forze fresche pronte a subentrare (banale principio della domanda e dell’offerta: fintanto che non viene meno la prima, neppure in tempo di coronavirus, difficile che si ridimensioni la seconda).

Come detto il giovane marocchino sarà interrogato tra oggi e lunedì. Potrà avvalersi della facoltà di non rispondere oppure scegliere fin da subito di collaborare, magari fornendo qualche elemento utile al prosieguo dell’indagine.


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