Ordinanza “decoro”  Civitas ha depositato  il ricorso al Tar
L’ordinanza sul decoro finisce al Tar

Ordinanza “decoro”

Civitas ha depositato

il ricorso al Tar

L’avvocato: «Nell’azione del sindaco gravi violazioni dei diritti e della dignità umana». Magatti: «Necessario un processo di revisione»

Ricorso al Tar della Lombardia contro l’ordinanza firmata dal sindaco di Como Mario Landriscina. Dopo essersi rivolta al prefetto Bruno Corda, l’associazione Civitas si appella al tribunale amministrativo regionale sostenendo l’istanza promossa dall’avvocato milanese Damiana D’Errico e dal suo gruppo composto da Francesco Viceconte e Ilaria Rudisi. Venerdì è stato depositato il ricorso per conto di Civitas, cui ha fatto seguito una notifica depositata anche al Comune.

«Siamo stati contattati dal pool di giovani avvocati di Milano - ha spiegato Bruno Magatti, consigliere comunale di Civitas - Ci siamo sentiti chiamati a compiere quest’atto perché siamo consci che il decreto Minniti - Orlando, non solo a Como, ma anche in molte altre città d’Italia sta assumendo un significato simbolico. Anche se le vicende di Como rappresentano una cattiva applicazione. Troviamo sia un atto dovuto che da questa stessa città parta un processo che determini una radicale revisione». L’istanza presentata è cautelare. «Il primo passaggio – ha spiegato Viceconte – è davanti al giudice monocratico, il presidente del Tar, per chiedere la sospensione dell’ordinanza. In caso di risposta affermativa, la decisione sarà subito esecutiva».

«Il ricorso – ha aggiunto in una nota D’Errico - si è resa necessaria alla luce delle gravi e patenti violazioni dei diritti e della dignità umana in ogni sua forma e associazione, assunte dal primo cittadino comasco. Le violazioni non possono non riguardare tutti noi, a prescindere dal colore o dalla bandiera politica, non era affatto possibile rimanere inermi davanti a tali brutalità».

© RIPRODUZIONE RISERVATA