Ospedali, il 20% dice no al vaccino  Banfi: «Ma farlo è indispensabile»
L’Asst continua a vaccinare i dipendenti

Ospedali, il 20% dice no al vaccino

Banfi: «Ma farlo è indispensabile»

Circa 700 dipendenti della Asst non protetti, sebbene le dosi a disposizione ci siano. E il direttore generale: «A chi ha dubbi daremo la possibilità di parlare con i nostri esperti»

Non tutti i 4271 sanitari dell’Asst Lariana sono ancora stati vaccinati, c’è uno zoccolo duro di operatori ritardatari che dice no o comunque preferisce attendere.

La direzione dell’ex azienda ospedaliera sta facendo opera di convincimento nella speranza di coprire tutti gli ospedalieri.

Nell’Asst Lariana le vaccinazioni, simbolicamente, sono iniziate il 27 dicembre, poi dalla fine dell’anno in particolare al Sant’Anna sono stati vaccinati medici, infermieri e operatori a ritmi di 200, 300 al giorno.

L’Asst ha accelerato portando la campagna anche a Cantù e a Menaggio ed oggi macina tra le 600 e le 800 vaccinazioni anti Covid al giorno, martedì sono state 720 le vaccinazioni effettuate. Vengono coperti anche gli amministrativi, i lavoratori dei servizi necessari agli ospedali come mense e vigilanza.

L’iniziale adesione dell’Asst comunicata dall’Ats Insubria si attestava attorno al 72%, del resto anche tra i medici di famiglia la percentuale erano ancora più bassa, 65%. L’obiettivo a cui si lavora è comunque aumentare questa percentuale. L’ex azienda ospedaliera comunica di aver raggiunto circa 3500 dipendenti, dunque poco oltre l’80% del totale.

I vertici aziendali

I restanti ancora da vaccinare sono quindi una minoranza, ma la copertura non è totale. «Continuiamo con grande concentrazione ed impegno a vaccinare la popolazione target indicata per questa prima fase da Ministero e da Regione - sottolinea il direttore generale di Asst Lariana, Fabio Banfi - rispetto a quegli operatori che per un malinteso oppure perché nutrono perplessità e non hanno ancora eseguito la vaccinazione, daremo loro la possibilità di confrontarsi con i nostri specialisti qualora abbiamo dei dubbi sull’efficacia o su possibili effetti collaterali».

«Avranno tutto il supporto - sottolinea il direttore generale dell’ex azienda ospedaliera - nel compiere una scelta che comunque noi riteniamo indispensabile per chiunque operi nel comparto sanitario».

Sono quindi in corso telefonate e colloqui per convincere i più scettici e refrattari. E’ forse sbagliato parlare di no vax, alcuni camici bianchi medici di famiglia ed anche ospedalieri hanno spiegato di preferire il prossimo vaccino di AstraZeneca, preferiscono attendere senza sottrarsi del tutto.

C’è chi avendo fatto la malattia è convinto di avere sufficienti anticorpi, chi ha qualche dubbio sui tanti fogli del consenso informato, oppure qualche timore per i possibili effetti collaterali.

I numeri

Non si mette indubbio la validità della scoperta scientifica. Sono comunque persone che non hanno ancora detto sì al vaccino, ricordando che lo Stato non ha introdotto alcun obbligo.

Ai sanitari dell’Asst Lariana che per primi hanno ricevuto il vaccino la seconda dose verrà somministrata a partire dal 18 gennaio.

Sempre a proposito di ospedali, le prime 702 dosi consegnate al Valduce verranno tutte somministrate entro domani. L’ospedale di via Dante per coprire tutto il suo personale avrà però bisogno indicativamente di altre 200 dosi. Qui l’adesione, stando alle dichiarazioni dei vertici ospedalieri, è più netta, oltre il 95%.

La campagna prosegue anche negli altri presidi accreditati, villa Aprica, il Cof di Lanzo e il Fatebenefratelli di Erba.
S. Bac.


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