Paratie, dal Comune carte false «Ma per il bene della città»
Como (Foto by Andrea Butti)

Paratie, dal Comune carte false
«Ma per il bene della città»

Le motivazioni della sentenza riabilitano almeno in parte la giunta Lucini

Le motivazioni della sentenza delle paratie riabilitano - verrebbe da dire paradossalmente, viste le pene inflitte - l’operato della giunta Lucini che si è ritrovata «a gestire una situazione oggettivamente molto complessa e problematica derivante da colpe imputabili all’amministrazione precedente, a sua volta originata da errori e trascuratezze iniziali».

E seppure è vero che «l’amministrazione» è stata «disposta a fare letteralmente “carte false”» per poter portare in porto la terza perizia di variante sull’opera, è anche vero che «ciascuno degli imputati» mirava «a perseguire non già un interesse proprio e privato ma, in definitiva, quello della città e dell’amministrazione per cui lavoravano e che, pur con i limiti di ognuno, tutti mostravano di avere a cuore».

I giudici hanno depositato le quasi trecento pagine nelle quali ricostruiscono un processo lungo, complesso e combattuto. Una sentenza che non soddisfa né difese né accusa (che infatti già si preparano a impugnarla in appello), ma che ricostruisce con puntualità e grande equilibrio una vicenda giudiziaria mastodontica, intricata, vittima a suo modo di norme tutt’altro che agevoli.

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