Paratie, i tre progettisti all’attacco  «Il Comune sbaglia, non noi»
Il cantiere per le paratie sul lungolago, ripreso da Sant’Agostino

Paratie, i tre progettisti all’attacco

«Il Comune sbaglia, non noi»

I tre progettisti originari, Conte, Majone e Terragni, in una nota attaccano il Comune di Como che vorrebbe trascinarli in giudizio per la vicenda delle paratie antiesondazione

I tre progettisti originari delle paratie Ugo Majone, Carlo Terragni e Renato Conti hanno inviato ieri per contestare duramente l’amministrazione comunale e, soprattutto, le controdeduzioni che inviato all’Anticorruzione. I tre parlando di «tentativo del Comune di spostare l’attenzione mediatica su presunte “omissioni progettuali” a carico dei progettisti originari dell’opera».

Ecco il testo del comunicato inviato ieri: « La risposta del Comune di Como ai rilievi di ANAC sulla Perizia di variante n. 3 al progetto delle “paratie”, resa nota dal Sindaco nella conferenza stampa del 6 ottobre scorso, evidenzia ancora una volta il tentativo del Comune di spostare l’attenzione mediatica su presunte “omissioni progettuali” a carico dei progettisti originari dell’opera. Come è noto, da parte di ANAC è in corso un procedimento volto a verificare la sussistenza dei presupposti di ammissibilità della terza perizia di variante elaborata dall’Amministrazione appaltante a 10 anni dall’appalto dei lavori. I progettisti originari dell’opera, il cui progetto esecutivo risale al marzo 1998, evidenziano che dopo la gara d’appalto avvenuta nell’estate 2005 e durante il corso dei lavori, l’Amministrazione Comunale ha modificato il progetto esecutivo con varianti sostanziali concordate dal Direttore Lavori e con l’Impresa appaltatrice, adottate senza che il RUP abbia “sentito” preliminarmente i progettisti delle opere come richiesto per legge, stravolgendo di fatto l’opera così come inizialmente progettata. A solo titolo esemplificativo si ricorda la penosa vicenda del famoso “muro” (estate 2009), che ha suscitato l’indignazione della città con successiva demolizione. Le scelte operate dall’Amministrazione Comunale nel corso degli anni, non condivise dai progettisti, sono state oggetto di puntuali critiche formulate da ANAC nella propria Comunicazione risultanze istruttorie che ha evidenziato numerose azioni contrarie alla legislazione vigente da parte dei funzionari comunali. Il Comune di Como è stato recentemente condannato al pagamento dei danni a favore dei progettisti per aver rescisso l’incarico di Direzione Lavori nel febbraio 2005. E’ del tutto evidente come l’azione di rivalsa che il Comune di Como minaccia nei confronti dei progettisti sia priva di qualsiasi fondamento e denoti, ancora una volta, come l’Amministrazione Comunale stia cercando di distrarre l’opinione pubblica dai propri errori, commessi nel corso degli ultimi 10 anni, causando enormi disagi a tutta la città di Como oltre a danni ingenti dovuti alla perdurante presenza del relativo cantiere. Siamo pertanto fiduciosi che anche sul tema delle presunte “omissioni progettuali” si giunga presto alla corretta ricostruzione dei fatti e delle responsabilità».


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