Paratie, il Comune: non abbattiamo nulla
Il cantiere delle paratie di Como: il Comune ha fatto ricorso dal Tar contro l’ordine di abbattimento di buona parte dell’opera già realizzata

Paratie, il Comune: non abbattiamo nulla

Palazzo Cernezzi porta l’amministrazione provinciale davanti ai giudici del Tar: «Annullate la demolizione» - Agli inizi di dicembre dovrebbero entrare in funzione le ruspe, ma non è esclusa la richiesta di una sospensiva

Il Comune porta l’Amministrazione provinciale davanti al Tar. Com’era prevedibile Palazzo Cernezzi non ci sta e sull’ordine di abbattimento di buona parte delle opere antiesondazione del lungolago, notificato agli inizi di agosto dalla Provincia, ha formalizzato ricorso ai giudice del tribunale amministrativo regionale chiedendo l’annullamento del provvedimento. Al momento l’avvocato Guido Greco, il professionista milanese nominato dalla giunta Lucini per il caso paratie, non ha chiesto alcuna sospensiva al Tar, anche se si è riservato la possibilità di farlo in un secondo momento.

I tempi

Sulla carta questo significa che qualora o il Tar non facesse in tempo a discutere il caso o la decisione fosse negativa per il Comune, agli inizi di dicembre Palazzo Cernezzi sarebbe costretta a procedere alla «messa in pristino» del lungolago e «alla rimozione» (ovvero all’abbattimento) di una discreta lista di opere già eseguite. Prima di arrivare alle ruspe, in ogni caso, il Comune giocherebbe la carta della sospensiva.

Leggi l’approfondimento su La Provincia in edicola giovedì 15 settembre


© RIPRODUZIONE RISERVATA