Paratie, la Corte dei conti  rivuole tre milioni di euro
Dall’avvio del cantiere sono stati spesi circa 20 milioni di euro (Foto by archivio)

Paratie, la Corte dei conti

rivuole tre milioni di euro

L’annuncio del procuratore Salvatore Pilato: «Appello contro il proscioglimento di Viola e Ferro»

La Procura presso la Corte dei conti della Lombardia ricomincia a battere cassa. In occasione dell’inaugurazione dell’anno giudiziario, il procuratore Salvatore Pilato ha ufficialmente annunciato di avere depositato istanza di appello contro la sentenza che lo scorso novembre scagionava Antonio Viola, ex direttore dei lavori sul cantiere del “piccolo Mose” di Como, e Antonio Ferro, già responsabile del procedimento, dall’accusa di avere cagionato un danno patrimoniale indiretto all’ente per 2 milioni e 930mila euro, la somma pattuita nel famoso accordo bonario stipulato tra il Comune e la società Sacaim.

Nella relazione di sintesi preparata per l’anno giudiziario, il procuratore scrive: «La sezione giurisdizionale ha ritenuto di escludere la natura grave della colpa ascritta dal pubblico ministero nei confronti del direttore dei lavori e del responsabile unico del procedimento, in considerazione delle “pressioni politiche” tradotte in “plurimi interventi autoritativi” ricevuti dai predetti uffici al fine dell’esercizio - comunque illegittimo - del potere di variante, che ha determinato il risarcimento all’impresa per l’andamento anomalo dei lavori e del cantiere. In considerazione della natura molto insidiosa - sotto il profilo giuridico - della motivazione assolutoria, per la centralità strategica che le figure organizzative del Rup e del Dl hanno oramai assunto nella legislazione sui contratti pubblici e negli atti di regolazione dell’Anac, la procura regionale ha tempestivamente depositato l’atto di appello».


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