Paratie, nessun opera abusiva
Il Tar dà torto a Villa Saporiti
Il Tribunale amministrativo accoglie i ricorsi del Comune sulle richieste di abbattimento di alcune delle opere già realizzate
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Il Comune di Como vince la sua battaglia sui lavori compiuti fino ad oggi sulle paratie e che, secondo un’ispezione dell’amministrazione provinciale, sarebbero stati abusivi e quindi soggetti a una «messa in pristino» e «alla rimozione». Tradotto: i pali di fondazione che sorreggono la vasca sotto la passeggiata amici di Como o la scalinata attigua non dovranno essere abbattuti, come richiesto in un maxi provvedimento sanzionatorio notificato dall’Amministrazione Provinciale a Palazzo Cernezzi.
Il Tar della Lombardia, con tre sentenze distinte, ha accolto in pieno il ricorso presentato ormai a suo tempo - ancora, in carica, c’era la giunta Lucini - contro quel provvedimento firmato dal dirigente di Villa Saporiti Franco Binaghi. Secondo i giudici del Tar non ci sarebbe alcun abuso edilizio o paesaggistico (ad esempio sui pali di sostegno della vasca la sentenza afferma che, essendo sotto il livello del lago, non serviva alcuna autorizzazione paesaggistica), o comunque non sono tali da non poter essere agevolmente sanati.
Non è mancata però anche una bacchettata allo stesso Comune di Como sulla «violazione del principio di leale collaborazione tra pubbliche amministrazioni» contestata da Palazzo Cernezzi a Villa Saporiti, in quanto la stessa amministrazione comunale «ha la responsabilità di aver esposto le altre amministrazioni a controlli che vanno ben oltre l’ordinario con aggravio di costi e responsabilità».
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