Paratie, svelate le aziende in corsa per l’appalto. Non c’è Sacaim
Como cantiere paratie (Foto by Andrea Butti)

Paratie, svelate le aziende in corsa per l’appalto. Non c’è Sacaim

Le offerte arrivano da Veneto, Puglia ed Emilia Romagna. Nessuna busta da parte della società che aveva dato il via alla maxi opera

Sacaim non ne vuole più sapere delle paratie di Como. All’apertura delle buste del bando europeo per far ripartire il cantiere infinito sul lungolago, il nome dell’azienda veneta non compare tra quelle delle imprese interessate a completare la maxi opera contro le esondazioni in piazza Cavour.

Nella sede di Infrastrutture Lombarde l’udienza pubblica per l’apertura delle buste si è tenuto l’altro ieri. Tre - come noto - le offerte arrivate, tutte da aziende italiane. Tra queste una grossa cooperativa romagnola, un gruppo di imprese che si sono associate per poter concorrere e una delle più grosse aziende pugliesi nel campo delle infrastrutture marittime.

La prima busta aperta è quella dell’associazione temporanea di imprese capitanata dalla Rossi Renzo costruzioni, concorrente diretta di Sacaim, visto che si tratta di una grande società dell’area industriale delle terraferma veneziana. Questa realtà si candida in associazione temporanea con la Engeco, una ditta che ha divisioni operative nel consolidamento di grandi edifici e nelle demolizioni e opera a Milano, ma anche a Lecco. Del gruppo fanno poi parte anche la Cgx e la Ranzato.

La seconda busta è stata spedita dalla Doronzo infrastrutture marittime. Sul proprio portale questa impresa si presenta come una delle realtà più solide della Puglia, con cantieri aperti nelle infrastrutture chiave di Barletta, Brindisi, Altamura.

La terza e ultima busta è del Consorzio fra cooperative di produzione e lavoro, la Conscoop con sede a Forlì. Sul sito la descrizione del gruppo è la seguente: «Oltre cento cooperative associate in tutto il territorio nazionale che permettono al consorzio di operare in ogni segmento del mercato delle opere pubbliche, private e grandi opere».

Adesso i funzionari di Infrastrutture lombarde dovranno verificare tutti gli atti formali e capire se le tre offerte rispettano tutti i criteri e sono dunque ammissibili.


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