Paura Covid, il Valduce blocca le visite  «Accessi solo se autorizzati»
Giro di vite sugli accessi alle camere dei degenti per limitare i contagi

Paura Covid, il Valduce blocca le visite

«Accessi solo se autorizzati»

Dopo il Sant’Anna anche l’ospedale di via Dante ha deciso di stringere le maglie. Eccezioni per i neopapà e per le terapie intensive

Risalgono i contagi e in camera ci sono troppi parenti: anche il Valduce blocca la visite in ospedale. Come successo ad inizio mese al Sant’Anna e agli altri presidi dell’Asst Lariana, anche l’ospedale di via Dante ha deciso da lunedì di vietare la visita ai pazienti. O meglio, ha scelto di autorizzare l’ingresso nei reparti solo ad una persona e in caso di reale necessità. Sarà infatti possibile fare visita ai degenti solo se «autorizzati direttamente dai coordinatori e dai medici referenti – si legge sul sito del Valduce – per esempio per un quadro clinico assistenziale particolare, per la necessità di colloquio con i medici, per problematiche insorgenti, in caso di stato terminale del paziente».

Il parente in questione dovrà portare al polso un braccialetto identificativo. Un solo parente, comunque, non di più. È sempre il Valduce che sul suo portale pubblica le modalità specifiche per ogni reparto. Per la terapia intensiva l’orario d’accesso, previo consenso, va dalle 12.30 alle 13.30. Per la pediatria è concesso l’accesso di un solo genitore o di un’altra figura tutelare assicurando la presenza durante la degenza del minore. Nel reparto di ostetricia verrà fatto entrare solo il papà del neonato o un’altra figura fiduciaria designata dalla madre tra le 9 e le 21. Per il presidio sanitario e la riabilitazione a Villa Beretta, la sede distaccata del Valduce a Bosisio Parini, vale sempre la visita di un solo familiare per paziente una sola volta alla settimana. «Certo la risalita del contagio a livello locale e internazionale preoccupa e quindi occorre prendere le dovute precauzioni – commenta Mario Guidotti, primario di Neurologia – ma è soprattutto il comportamento non troppo responsabile di molti parenti dei pazienti che deve essere meglio governato. Con l’aumento delle infezioni le camere non possono essere piene di persone, occorre attenzione circa le misure anti contagio».


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