Pendolari, l’abbonamento è una beffa
Costa 200 euro e non si può usare

Da 4 mesi la Carta Plus non è riconosciuta dalla piattaforma per prenotare il posto - Trenord: all’origine un problema al software di Trenitalia. Il Comitato: «Ci sentiamo abbandonati»

Pendolari, l’abbonamento è una beffa Costa 200 euro e non si può usare
Pendolari con mascherina e distanza di sicurezza

Aver pagato un titolo di viaggio da 200 euro l’anno e non poterlo utilizzare per viaggiare sugli Eurocity che da Chiasso raggiungono Milano, passando per la stazione di San Giovanni. È la contraddizione che vivono in questi mesi i clienti di Trenord e Trenitalia, titolari di una Carta Plus Lombardia, che può essere rilasciata indistintamente da entrambe le società di trasporti. Una vera e propria beffa, verrebbe da dire l’ennesima, per chi nonostante tutto continua a puntare sul servizio ferroviario per raggiungere il luogo di lavoro.

Non semplice stabilire con precisione cosa ci sia all’origine di questa situazione. Sulle responsabilità del disservizio è un continuo scarica barile.

Con certezza si può indicare perlomeno il periodo in cui i problemi hanno cominciato a verificarsi. Il tutto è iniziato già in primavera, quando per salire sugli Eurocity, Trenitalia ha imposto fosse obbligatorio, secondo il rispetto dei protocolli di sicurezza legati alla pandemia, prenotare il proprio posto a sedere dal sito stesso dell’azienda, anche per gli abbonati di Trenord. Peccato che proprio gli abbonati di Trenord siano stati i più penalizzati di tutti e fin da subito. «La piattaforma digitale per la prenotazione del posto è da mesi che riconosce come non valido il mio titolo di viaggio, erogato da Trenord – racconta Ettore Maroni, portavoce del comitato PendolariComo – e ora il problema si è allargato anche a chi la Carta Plus l’ha stipulata con Trenitalia. Come Comitato abbiamo scritto a Regione, perché si renda conto che una convenzione che ha firmato non ha nessuna valenza operativa e anzi reca un danno ai viaggiatori. Non solo abbiamo corrisposto dei soldi senza poter usufruire del servizio, ma oggi abbiamo garantite meno corse verso il capoluogo».

Da Trenord la posizione è chiara. L’ufficio stampa dell’azienda comunica che si tratta di un problema del software di prenotazione, gestito da Trenitalia. Poco importa se tra le mani i pendolari comaschi hanno un titolo di viaggio emesso proprio da Trenord e sono loro clienti: il disagio non è contemplato e la responsabilità neppure.

«Siamo abbandonati a noi stessi – continua Maroni - è assurdo non avere mai risposte e trovarsi indifesi di fronte a scelte non funzionali. Se la prenotazione sugli Eurocity è diventata obbligatoria ci devono mettere in condizione di poterla fare. Non ci sono tante altre soluzioni da contemplare. A Regione abbiamo chiesto di intervenire per chiarire le modalità di prenotazione dei treni EC o chiedere venga risolta da Trenitalia la falla nel sistema per garantire ai titolari di Carta Plus l’accesso ai treni EC (cosa peraltro che aiuterebbe a distribuire su più treni i viaggiatori diretti a Como). Si tratta in fondo dell’accesso a corse per le quali abbiamo acquistato un regolare titolo di viaggio». Trenitalia interpellata giovedì dal nostro giornale fa sapere che è un problema tecnico che sarà risolto a breve.

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