Pesca, tesserino unico
per Como e Lecco

Il nuovo regolamento è entrato in vigore. Dall’1 gennaio 2019 svolta per i permessi

Fatta la legge o meglio approvato nel gennaio scorso da Regione Lombardia il nuovo regolamento regionale della pesca, dal 18 giugno anche per i pescatori dilettanti (4 mila) e professionisti (50) della provincia di Como è entrato ufficialmente in vigore il nuovo regolamento di Bacino.

Sono previste una serie di novità importanti sotto ogni punto di vista, ma alla base c’è quella che può essere considerata una svolta epocale. Già perché all’interno del Bacino numero 5 (uno dei 14 creati da Palazzo Lombardia) Como e Lecco sono un’unica realtà nel pianeta pesca. Dunque basta delimitazioni territoriali, con il Bacino numero 5 che comprende - altra novità di rilievo - anche Varese.

Al momento, per quanto riguarda i permessi di pesca non cambia nulla, ma certo dal 1° gennaio (la gestione, in virtù di una concessione pubblica, di gran parte delle acque del Lario all’Associazione Pescatori Sportivi (Aps) Como termina il 31 dicembre 2018) potrebbero aprirsi nuovi ed inesplorati orizzonti. «Gli associati ci chiedono cosa accadrà dal prossimo anno, ma ad oggi non abbiamo la benché minima idea di cosa Regione Lombardia vorrà fare per la gestione della pesca nelle acque pubbliche», fa notare Luigi Guglielmetti, dal 2001 presidente dell’Aps Como Fipsas.

È stato aggiornato anche l’elenco delle specie protette, in cui è vero che figurano alcuni pesci praticamente estinti, come lo storione comune, ma è altrettanto vero che in cima alla lista ci sono pesci come l’alborella che fino a qualche anno fa rappresentavano il pezzo (oltre che il piatto) forte del lago. Uno dei cambiamenti più importanti - sempre per i pescatori - riguarda anche la possibilità di utilizzare il quadrato per catturare i pesciolini vivi da utilizzare come esca.

Ogni pescatore non potrà utilizzarne più di 2 chili e mezzo di pastura (al netto dei 500 grammi di cagnotti) al giorno. Sempre in tema di tutela delle specie ittiche, si è cercato di andare nella direzione di proteggere - ad esempio - il lucioperca e la trota di lago, le cui misure minime per la cattura sono state portate a 40 centimetri. Fino al 31 dicembre - precisazione doverosa - nel bacino 5 sono in vigore due distinti tesserini segna pesci, uno per le acque della Provincia di Como ed uno quelle della Provincia di Lecco. Molti - come detto - i nodi ancora da sciogliere. Ne evidenzia uno Luigi Guglielmetti: «La futura gestione riguarderà solo le acque di “casa nostra” ovvero le acque comasche o anche quelle di Lecco e Varese?». Domanda cui urge dare una risposta. Il tempo stringe. Senza contare tutta la questione relativa alla vigilanza, ormai ridotta a numeri risicati.

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