Piove dentro alle aule del Setificio  Studenti in sciopero per quaranta minuti
La manifestazione ieri mattina degli studenti davanti al Setificio (Foto by Butti)

Piove dentro alle aule del Setificio

Studenti in sciopero per quaranta minuti

Manifestazione all’ingresso dell’istituto: «Non serve mettere una pezza, manca un progetto» - Problemi di infiltrazioni anche al Da Vinci Ripamonti

«Siamo qui per un problema importante, non per saltare le lezioni». La motivazione dello sciopero organizzato dagli studenti del Setificio riguarda le condizioni della scuola, colpita ancora una volta dalle infiltrazioni di acqua provocate dalla pioggia copiosa scesa fino a lunedì. Ieri mattina, alle 8, più di un centinaio di alunni non sono entrati in classe e sono rimasti di fronte alla porta d’ingresso: «Vogliamo fare pressione – commenta il rappresentante di consulta Andrea Ballarati – affinché si risolva la questione. Non è la prima volta e non sarà l’ultima, perché i problemi sono gli stessi da tempo».

La parte maggiormente interessata dalle infiltrazioni è l’atrio collocato subito dopo l’ingresso, dove lunedì è stato posizionato un secchio per raccogliere l’acqua piovana. In un corridoio, delimitato dai segnali gialli indicanti il pavimento scivoloso, si è cercato di tamponare, mettendo diversi fogli di giornale. Problemi pure nell’aula d’informatica e in altre zone dell’edificio, compreso il soffitto di alcune classi. I problemi sono già noti e in parte sono dovuti anche agli interventi in corso. Sono in corso, infatti, i lavori di rifacimento della facciata, iniziati per contrastare il degrado del cemento armato dovuto a processi di ossidazione (il termine tecnico è “carbonatazione”). In concomitanza, è stata tolta la guaina impermeabilizzante. In teoria, il lavoro potrebbe terminare prima di dicembre.

«Purtroppo – aggiunge lo studente Giorgio Bordoli – tappare buchi e mettere pezze non serve. È necessario un intervento risolutore».

Lunedì anche la Da Vinci Ripamonti non è stata risparmiata dalla pioggia forte. Il problema riguarda in particolare l’ala dedicata ai laboratori. In questo caso, villa Saporiti ributta la palla nel campo dei proprietari dell’immobile, vale a dire la fondazione Ripamonti.


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