(Foto di archivio)
Il caso A un primo ribasso del 15% ne seguirà un secondo uguale. Poi la trattativa privata. Scettico l’ex liquidatore Francesco Nessi: «Prezzo superiore alle condizioni del mercato»
Il Comune dopo Pasqua proverà di nuovo mettere in vendita il Politeama, dopo la prima asta (da 3 milioni 820mila euro) andata deserta. Nessuna bandiera bianca dopo il bando andato a vuoto, ma un secondo tentativo con lo sconto del 15%, che significa un risparmio per il potenziale acquirente pari a 573mila euro. Il valore a base d’asta sarà quindi pari a 3 milioni 247mila euro e bisognerà vedere se il ribasso attirerà stavolta qualche compratore. Altrimenti il sindaco Alessandro Rapinese è deciso ad andare avanti con il terzo tentativo e poi si potrà andare, se anche quello dovesse andare male, a trattativa diretta. «La prima asta, a 3,8 milioni di euro è andata deserta – aveva scritto nei giorni scorsi sul suo sito web -. Vedremo come andranno le prossime aste. Una cosa è certa: oggi il Politeama è posto sotto la responsabilità del Comune di Como che lo sta gestendo e proteggendo da incursioni barbariche. Un’altra cosa è certa: il Politeama verrà venduto».
L’avviso con le nuove indicazioni (base d’asta, tempistica per presentare le offerte) verrà pubblicato dall’ufficio Patrimonio nelle prossime settimane e poi partirà un nuovo conto alla rovescia per la vendita.
Vendita su cui è scettico Francesco Nessi, il liquidatore della società Politeama che ha cessato il suo incarico quando tutto l’immobile è stato acquistato nel 2023 dal Comune di Como, che già deteneva l’81.86% delle quote societarie. «Secondo me – spiega, dopo aver seguito passo passo negli ultimi anni la questione del cineteatro chiuso dal 2005 - si poteva percorrere la strada di un partenariato pubblico-privato cercando di attingere a fondi europei. A mio avviso si poteva almeno fare un tentativo prima di venderlo, cosa che non è stata fatta». Poi entra nel merito: «Il prezzo di vendita che l’amministrazione ha ritenuto di fissare (3,8 milioni di euro, ndr) era superiore alle condizioni del mercato. Mi aspettavo che l’asta andasse deserta. Io per quattro anni ho cercato di venderlo e, alla fine, ho dovuto cederlo al Comune dopo due ribassi d’asta e a 1,2 milioni euro». Secondo molti a spaventare possibili acquirenti sono i vincoli presenti sull’edificio inaugurato nel 1910. «La destinazione dell’immobile a teatro – prosegue Nessi - per quanto la Soprintendenza abbia dimostrato ampia disponibilità per un’eventuale destinazione mista, comunque comporta oneri di ristrutturazione molto elevati. E ciò non toglie che a Como manca un luogo di aggregazione soprattutto per i giovani e il Politeama poteva essere utilizzato anche come discoteca, sala concerti oltre che dal Conservatorio».
Una possibile rinascita del Politeama di cui si era occupata il Tavolo di lavoro che aveva riunito le principali realtà culturali della città. Rapinese, sul suo sito web ha scritto a riguardo che «una volta proprietario del bene, Rapinese, a seguito di serrati confronti con componenti il Tavolo per il Teatro Politeama, e stabilito che il Comune di Como non avrebbe mai avuto le forze per intervenire direttamente nella ristrutturazione» decise di valutarne la vendita in base a un ordine del giorno del consiglio comunale. Su questo, però, Nessi è perentorio: «Con il Tavolo non c’è mai stato un confronto diretto per quanto io abbia sollecitato più volte il sindaco Rapinese semplicemente per ascoltarne le proposte. È stato invitato alla presentazione del documento finale, ma non ha ritenuto opportuno partecipare. È vero che i costi per una ristrutturazione sarebbero stati esorbitanti e fuori dalle disponibilità dell’amministrazione ma come ho detto, io avrei provato prima la strada del partenariato».
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