Pomodori e insalata fatti in casa
Con il lockdown è boom degli orti

Como è la seconda città della Lombardia per estensione dei terreni coltivati - Ventimila metri quadrati, cresciuti nei mesi dell’isolamento per il coronavirus

Pomodori e insalata fatti in casa Con il lockdown è boom degli orti
Un orto urbano a Breccia: i quartieri periferici della città abbondano di spazi coltivati

Como

A Como ci sono più di 20mila metri quadrati dedicati agli orti urbani.

Spazi cresciuti in Lombardia negli ultimi cinque anni del 37%, con un’accelerata particolare durante il lockdown. Secondo la Coldiretti di Como e Lecco, i pezzetti di terra nelle città capoluogo destinati a coltivare insalata e pomodori sono sempre più numerosi, i lombardi amanti del pollice verde sommano oltre il 10% di tutta la superficie destinata a orti pubblici a livello nazionale.

I nostrani “urban farmers” sono secondi solo a quelli dell’Emilia Romagna, terra a vocazione agricola.

Sul podio regionale al primo posto c’è Milano, irraggiungibile anche per ovvie ragioni di dimensioni e popolazione. Quindi, sorpresa, c’è la nostra Como, con 20mila metri quadrati dedicati agli amanti della zappa in città.

È una porzione di terreno da non sottovalutare. Più o meno pari alla metà dell’intera area dismessa della Ticosa, l’ex tintostamperia in attesa di destinazione da decenni, per rendere l’idea.

Al terzo posto segue Lecco, sopra all’asticella dei 10mila metri quadrati. Sempre secondo le ricerche di Coldiretti, questa triste primavera che abbiamo trascorsa chiusi in casa ha spinto centinaia di cittadini a trascorrere il tempo con semenze e innaffiatoi.

Peraltro anche quando eravamo costretti in casa, isolati da tutto, una delle poche deroghe concesse dal governo per aprire la porta era proprio quella di andare a bagnare zucchine e carote.

«E’ cresciuto il fenomeno degli “orti domestici” - spiega l’associazione dei coltivatori in un comunicato - con la riconversione di balconi e giardini per integrare la dispensa di casa durante il periodo d’emergenza, soprattutto quando era necessario limitare le uscite per fare la spesa. La cartina di tornasole del boom per l’orto “fai da te” è stata la grande richiesta di piantine da orto nei vivai, che spesso hanno iniziato a scarseggiare».

Gli appassionati sono anziani, ma anche giovani, si danno da fare in giardino e sul terrazzo, ma anche a lato delle ferrovie e nei parchi pubblici in cambio di affitti simbolici.

«La crisi economica e il recente lockdown – rileva la Coldiretti interprovinciale – ha fatto ricordare i tempi di guerra quando nelle città italiane, europee e degli Stati Uniti si diffondevano gli orti per garantire approvvigionamenti alimentari. Sono famosi i “victory gardens” degli Stati Uniti e del Regno Unito dove nel 1945 venivano coltivati 1,5 milioni di porzioni di terra in affitto sopperendo al 10% della richiesta di cibo».

«Curare un orto non è più solo un passatempo, ma una scelta di vita e cultura - commenta Fortunato Trezzi, presidente di Coldiretti Como Lecco – è un modo per avvicinarsi ai ritmi della natura, scoprirne le essenze e avere la soddisfazione di portare nel piatto ciò che nasce dalla terra e dal proprio lavoro. Chi non ne ha la possibilità, può comunque contare sul “chilometro zero” degli agrimercati di campagna amica, dove i nostri imprenditori agricoli portano in città quegli stessi valori di campagna, natura, rintracciabilità e stagionalità».

Il trend sempre secondo l’associazione di categoria è destinato nel prossimo futuro a crescere.

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