Ponte Chiasso, dubbi sull’ex Lechler   «L’intervento non rispetta le norme»
L’ex area Lechler a Ponte Chiasso

Ponte Chiasso, dubbi sull’ex Lechler

«L’intervento non rispetta le norme»

Granmercato si è affidata allo studio legale Sica per un parere sul centro commerciale. L’assessore Butti: «Da rivedere la disciplina delle aree per la media e la grande distribuzione»

A Ponte Chiasso si annuncia l’apertura di una nuova area commerciale, nelle aree ex Lechler ed ex Albarella, con l’arrivo, tra gli altri, di Esselunga: sarebbe il quarto della stessa catena nella nostra città (contando anche quello di Lipomo), e soprattutto sarebbe il quinto supermercato nella zona, dove sono già presenti un Bennet (a Tavernola), due Granmercato (sempre a Tavernola e a Sagnino), e un Iperal (a Monte Olimpino).

La scelta di buttarsi a ridosso del confine non è casuale: sono sempre di più le famiglie ticinesi che per convenienza o per varietà dei prodotti offerti, scelgono di fare la spesa in Italia. E Ponte Chiasso, con quelle aree immediatamente prossime alla linea di demarcazione, offre un’opportunità che chi opera nel settore non vuole farsi sfuggire.

Il semplice annuncio dell’investimento (siamo ancora alla fase preliminare) ha destato l’attenzione degli operatori della grande distribuzione. Granmercato si è mosso con grande anticipo, affidando allo studio legale del professor Marco Sicala redazione di un parere in merito al piano, che ha già ha sollevato molti dubbi nelle opposizioni, spaventate da quei 11mila metri quadrati di aree commerciali in una zona già densamente trafficata.

Ebbene, il professor Sica conclude, che «l’impostazione data dai proponenti secondo cui l’intervento in esame configurerebbe un insieme di singoli e autonomi esercizi commerciali, ognuno dei quali non supera la dimensione della media struttura di vendita, non sia condivisibile. Paiono infatti ricorrere elementi propri delle grandi strutture di vendita organizzate informa unitaria. In ogni caso la proposta di intervento non sembra rispettare le norme tecniche di attuazione del Piano territoriale di coordinamento paesaggistico (Ptcp)».

In altre parole, secondo il legale la suddivisione degli interventi sulle sue aree, ex Lechler ed ex Albarelli, sarebbe tesa a camuffare, sotto le effigie di tanti punti vendita di medie dimensioni, un intervento integrato di grande distribuzione.

È l’assessore all’Urbanistica Marco Butti ad occuparsi della questione. «Prendiamo atto della posizione di Granmercato, alla quale verrà ovviamente data una risposta articolata tenuto conto che siamo ancora in fase di parere preliminare e che si dovrà attendere l’eventuale formulazione della proposta del piano integrato di intervento definitivo» è la sua prima risposta.

Più in generale, Butti sottolinea che «è evidente che ci sono criticità in seno allo strumento di programmazione urbanistica in relazione alla disciplina delle aree commerciali. Nascono e si evidenziano dal fatto che non vi è totale recepimento della normativa nazionale, vedi anche il caso Coop a Rebbio. Per questa ragione -conclude - intendiamo procedere ad una revisione del Pgt per quanto concerne la media e la grande strutture di vendita».


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