«Prigionieri sul treno, al buio»  La polizia “libera” i pendolari a Como
I passeggeri sono scesi dalla porta riservata al personale di servizio delle ferrovie

«Prigionieri sul treno, al buio»

La polizia “libera” i pendolari a Como

Ieri mattina convoglio soppresso per un guasto a San Giovanni - Porte bloccate, dopo venti minuti usano l’uscita riservata ai ferrovieri

Un treno soppresso, i passeggeri “imprigionati” per una ventina di minuti per un problema tecnico e la polizia ferroviaria che è venuta a liberare tutti facendo scendere le persone dalla porticina in testa al convoglio riservata al personale delle ferrovie.

Questa l’ennesima disavventura andata in scena ieri mattina e di cui sono stati loro malgrado protagonisti i tantissimi pendolari che alle 7.03 sarebbero dovuti partire dalla stazione di Como San Giovanni con destinazione Milano Centrale.

Fra loro anche l’ex consigliere regionale del Pd, Luca Gaffuri: «Il personale delle ferrovie ci aveva informato di un ritardo di 10 minuti per un problema tecnico. La questione si è poi prolungata, il problema doveva essere sicuramente molto più grave del previsto. Il malfunzionamento ha interessato l’impianto elettrico e il sistema dell’aria, che hanno di fatto bloccato le porte del convoglio».

«Ovviamente - prosegue - il treno a quell’ora era strapieno di passeggeri, lavoratori e studenti, impazienti di poter salire su un altro convoglio per raggiungere il posto di lavoro o l’istituto scolastico ma eravamo impossibilitati a farlo perché non si poteva scendere in alcun modo».

Il guasto aveva infatti bloccato tutte le porte e i passeggeri erano al buio, in attesa che il problema venisse risolto. Si sono vissuti momenti di comprensibile tensione. A risolvere la situazione ci ha pensato l’intervento degli agenti della Polizia Ferroviaria. «Un passeggero - ha concluso il suo racconto Luca Gaffuri - ha telefonato alla Polizia e dopo pochi minuti gli agenti sono arrivati trovando una soluzione: tutti i passeggeri sono stati fatti andare in testa al convoglio e siamo scesi uno a uno dalla porticina riservata al personale delle ferrovie. Diciamo che è andato tutto bene, nonostante la situazione potenzialmente a rischio non si sono registrati malori e i passeggeri hanno fatto in tempo a salire a bordo del treno partito alle 7.36 con destinazione Milano che poi, per fortuna, è arrivato in orario».

Ovviamente il treno delle 7.03 è stato soppresso, l’ennesimo disservizio che ha comportato una mattinata partita a rilento per centinaia di pendolari comaschi.


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