Privatizzare i bus di Asf   l’idea fa litigare gli alleati
Il trasporto pubblico comasco in mano ai privati? Il progetto del Comune di Como fa discutere

Privatizzare i bus di Asf

l’idea fa litigare gli alleati

L’assessore Caldara non svela le carte, ma spunta una consulenza di Spt sulla cessione della partecipazione in Asf. Tra le società potenzialmente interessate alle quote c’è Ferrovie Nord, in cui l’esponente di giunta è sindaco supplente

Nessuno esce allo scoperto apertamente, ma l’idea di cedere il servizio di linea degli autobus ai privati agita chiaramente (come anticipato ieri su queste colonne) le acque nella maggioranza che governa il Comune di Como. E sull’amletico quesito “cedere, non cedere”, spunta una consulenza richiesta da Spt Holding sulla opportunità di vendere le quote di partecipazione in Asf Autolinee. Intanto dal Comune l’assessore Adriano Caldara (bilancio e partecipate) decide di non svelare le sue carte: «Un’idea me la sono fatta, ma prima ne devo parlare in giunta».

Sintetizzando. Tra un anno si andrà a rinnovare il servizio di trasporto pubblico su gomma a Como (ma non solo), un appalto da 600 milioni di euro in cui di sicuro Asf sarà tra le società in gara. Oggi la società di via Asiago è a maggioranza pubblica, grazie al 50,95% di quote di proprietà di Spt Holding, società a sua volta a capitale interamente pubblico la cui maggioranza (37%) appartiene proprio al Comune di Como.

Nei mesi scorsi era emerso il quesito su un possibile conflitto d’interesse per il fatto che una società pubblica partecipasse a una gara pubblica per la gestione del trasporto locale nel territorio dei suoi stessi soci. In realtà la consulenza richiesta da Spt Holding sull’opportunità di cedere le proprie quote in Asf ha escluso un reale conflitto d’interessi. Eppure la maggioranza in Comune - con l’eccezione di Fratelli d’Italia - sembra intenzionata a tirar dritto (la posizione di Palazzo Cernezzi potrebbe essere risolutiva sulla decisione finale di Spt, soprattutto dopo il sì della Provincia che porterebbe la quota soci favorevole alla cessione al 50%).

«Un’idea me la sono fatta, ma è un’idea - replica cauto l’assessore Caldara, rappresentante del Comune nell’assemblea di Spt Holding - Le decisioni devono essere prese dalla giunta e poi dal consiglio comunale. Porterò la mia idea quando sarà il momento». E il momento potrebbe anche avere «tempi abbastanza stretti» come ammette lo stesso assessore, forse già entro fine luglio.

Anche se il Comune non chiarisce la propria posizione, resta il fatto che Spt Holding, un mese fa, ha ricevuto una consulenza (commissionata alla società farePA srl) sull’opportunità di cedere le proprie partecipazioni in Asf, denunciando quindi - se non altro - un’apertura da parte della società pubblica all’idea di vendere le proprie quote. Ma a chi?

Tra i possibili soggetti interessati a comprare le quote pubbliche c’è Ferrovie Nord, ovvero la società che assieme ad Arriva Italia srl detiene il 49,05% di Asf (per il tramite di Omnibus srl, partecipata al 50% dalle due società). L’assessore Caldara - che fino a un mese prima di entrare in giunta era sindaco di Spt Holding - fa attualmente parte del collegio sindacale di Fnm Spa come sindaco supplente. Nessun conflitto d’interessi? «No - risponde il diretto interessato - perché il sindaco supplente non svolge alcuna funzione. La questione potrebbe porsi, eventualmente se da supplente dovessi passare ad effettivo». E motivi di opportunità? «Anche quando ero sindaco di Spt mi sono dimesso anticipando qualsiasi potenziale conflitto d’interessi» rassicura lui.

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