Pronto soccorso da record  Il Sant’Anna cresce ancora

Pronto soccorso da record

Il Sant’Anna cresce ancora

Festa dell’ospedaleIn un anno 72mila accessi alla struttura per le urgenze. Onofri: «Sogno l’area di via Napoleona senza auto»

Sono stati 72mila gli accessi al Pronto soccorso, 21.849 i ricoveri, 10.084 gli interventi chirurgici e 1.976 i bambini nati. Numeri in costante crescita, nel 2014, associati a un incremento dei macchinari tecnologici, come il nuovo angiografo digitale che sarà disponibile a breve.

I dati sono emersi ieri durante le celebrazioni della festa di Sant’Anna, patrona dell’ospedale, alla presenza di autorità militari e civili e del personale dell’azienda. «L’azienda sta crescendo sia nei numeri che nella propria missione - ha detto il direttore generale Marco Onofri - L’ospedale è sempre più dedicato alle persone gravemente malate, con un aumento di complessi casi chirurgici, in particolare in regime di urgenza e emergenza. La nuova elisuperficie sarà un ulteriore passo avanti».

I numeri relativi al Pronto soccorso confermano la tendenza visto che nei primi sei mesi del 2015 gli accessi sono aumentati passando da 36.378 del 2014 a 36.747. L’incremento dei ricoveri è stato dell’1,5% con i codici gialli (media gravità) che sono passati da 7.186 del primo semestre dello scorso anno a 7.482 dello stesso periodo del 2015. I rossi, ovvero i casi più gravi, da 723 a 787.

Intanto, in via Napoleona sono in corso i primi sopralluoghi per l’apertura del cantiere sul monoblocco, che prevede la realizzazione di una serie di adeguamenti generali per la prevenzione incendi e il rifacimento del manto di copertura. Gli interventi ammontano a 2 milioni 970mila euro e dovrebbero durare 300 giorni.

«Con il trasloco degli uffici nella nuova palazzina a San Fermo, previsto in ottobre, faremo un passo importante per la cittadella sanitaria a Camerlata - ha aggiunto Onofri - Crediamo in questo progetto per il bene della città». Poi ha parlato di un eccessivo numero di auto nell’area di via Napoleona: «Si tratta prima di tutto di un problema di sicurezza - ha spiegato - Potrebbero benissimo sostare al l’autosilo Valmulini».


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