Reddito di cittadinanza
Idonei come Navigator in 17mila

Il 70% di chi ha concluso la carriera universitaria ha già un lavoro:gli “esuberi” sono 1.200.

Navigator: sono più di 17mila i comaschi idonei che potrebbero essere idonei a ricoprire questo ruolo. Ad aiutare a orientarsi i beneficiari del reddito di cittadinanza a trovare un lavoro.

Un calcolo statistico, perché poi molti laureati con queste caratteristiche in realtà un’occupazione già ce l’hanno: circa il 70% di chi ha concluso una carriera universitaria, ha un posto. Soddisfacente o precario, questa è un’altra storia. Nel Comasco ci sono infatti oltre 1.200 laureati in più rispetto alle richieste del mercato. E potrebbero avvenire altre variazioni, come un limite di età.

In ogni caso, chi svolgerà questa nuova professione definita dal Governo, potrebbe guadagnare sui 1.700 euro netti al mese. Imminente la pubblicazione del bando Anpal, per rimboccarsi le maniche a maggio. Va ricordato che i laureati in provincia superano quota 50mila. Ma per fare questo nuovo mestiere, servono determinati indirizzi selezionati che raggiungono oltre un terzo: economia, giurisprudenza, sociologia, scienze politiche, psicologia e scienza della formazione.

Un requisito di base, questa tipologia di formazione, poi avverrà un colloquio per verificare conoscenze più specifiche: si dovrà dimostrare di conoscere le leggi vigenti su benefici, incentivi e sussidi di disoccupazione. Inoltre si richiedono la conoscenza tecnica e giuridica delle normative sul lavoro, la capacità di valutare le competenze professionali di chi sigla il Patto per il Lavoro e ancora la conoscenza delle dinamiche del mercato del lavoro territoriale. In questa maniera, saranno così effettivamente in grado di incrociare domanda e offerta di lavoro. Insomma, non proprio un bagaglio di conoscenze da poco. Proprio perché spazia dal quadro nazionale a quello più locale.

Saranno seimila in Italia le persone arruolate dall’agenzia Anpal, in arrivo anche 4mila con i Centri di impiego. Il contratto sarà biennale ed è previsto un periodo di formazione tra i sei e gli otto mesi. Sarà sufficiente per ricoprire al meglio un ruolo così delicato? Giacomo Licata, segretario provinciale della Cgil, ritiene di no: «A noi quella dei navigator sembra una scelta frettolosa per una figura fondamentale nella ricollocazione nel mondo del lavoro. La laurea non è un requisito sufficiente, neanche di questi indirizzi, perché tra l’altro il tema della formazione e delle politiche attive del lavoro richiede una conoscenza delle caratteristiche regionali e anche dei rapporti con i centri di impiego».

Già esistono – precisa ancora Licata – profili simili nei centri di impiego, orientatori che, ironia della sorte, sono spesso precari.

Era meglio piuttosto potenziare i centri di impiego, è il quesito? Licata premette: «La riforma se lo pone già come obiettivo, ma il tema vero è la gestione della tempistica. Avremmo avuto bisogno di qualche mese almeno da dedicare alla formazione e ai centri per l’impiego. Questo pezzo manca. Come partiamo dall’erogazione delle risorse, ma ancora non sappiamo cosa ne sarà della fase due, le politiche attive del lavoro. Era proprio meglio rodare i centri di impiego in questi mesi». n 

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