Riciclaggio di lingotti d’oro  Un giro da 4.900 chili
I lingotti d'oro sequestrati nel corso dell’indagine

Riciclaggio di lingotti d’oro

Un giro da 4.900 chili

Chiusa l’inchiesta su maxi traffico di metallo prezioso tra Italia e Svizzera. Secondo gli inquirenti della finanza nascosti al fisco 190 milioni

La Procura di Como ha chiuso un’inchiesta iniziata nel 2013 su un presunto maxi giro di oro di contrabbando. Nei giorni scorsi sono stati notificati a 13 indagati gli avvisi di chiusura indagine. Nel corso dell’attività, svolta dai militari della guardia di finanza di Ponte Chiasso, sono stati sequestrati 129 chili in lingotti d’oro, 1.300 chili in argento e 160mila euro in contanti. Ma il giro sarebbe decisamente più clamoroso, secondo gli inquirenti, che ipotizzano un riciclaggio in grande stile pari a 4.900 chili d’oro per un controvalore di 190 milioni di euro. Soldi sottratti di fatto al fisco, visto che - nell’ipotesi investigativa - l’oro veniva fatto uscire clandestinamente dall’Italia verso la Svizzera dove veniva fuso, trasformato in lingotti e poi reimportato in Italia, sempre clandestinamente.

L’inchiesta che i militari di Ponte Chiasso avevano iniziato nei primi giorni del 2013 si è intrecciata con un fascicolo aperto circa tre mesi dopo anche dalla procuratrice antimafia Ilda Boccassini, sulla scorta della denuncia del capo servizio della sezione antifrode delle Dogane svizzere che, nel corso di un incontro con le autorità italiane, aveva sottolineato come nei primi mesi dell’anno vi era stato un sospetto aumento di operazioni di importazioni - in Svizzera - di lingotti d’oro attraverso l’aeroporto di Agno, pari a un valore di ben 25 milioni di euro in meno di tre novanta giorni. Gli accertamenti compiuti dalla Dda, e confermati anche da quanto scoperto dai finanzieri di Ponte Chiasso, hanno portato a scoprire numerosi voli d’oro da scali comunitari alla Svizzera. In realtà, sospettano gli inquirenti, l’esportazione del metallo prezioso via aereo era solo fittizia, per legalizzarne la presenza in Ticino.

Con l’avviso di chiusura indagini la parola passa ora alle difese, che dovranno decidere se presentare memorie difensive per evitare l’eventuale richiesta di rinvio a giudizio.

I particolari e gli indagati sul quotidiano in edicola oggi, lunedì 14 novembre


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