Sanguinante si accascia in via Garibaldi: «Mi hanno colpito con un machete»

La denuncia Misterioso episodio: in ospedale un uomo con alcune ferite di arma da taglio

Sanguinante si accascia in via Garibaldi: «Mi hanno colpito con un machete»
Una foto scattata da uno dei testimoni durante i soccorsi all’uomo ferito con un’arma da taglio

«Mi hanno colpito con un machete». Poche parole, pronunciate a chi lo stava soccorrendo, mentre era ricoperto di sangue nel pieno centro della città. Poi, uno straniero trent’enne, di cui non sono note le generalità e la nazionalità, ha perso i sensi, ed è stato soccorso dal 118. È stato trasportato al pronto soccorso del Sant’Anna dove è stato curato con una prognosi che ha poi raggiunto i 15 giorni. Aveva una ferita non troppo importante al collo, in un punto comunque vitale, una molto profonda all’avambraccio, da cui sarebbe uscito tanto sangue lasciando ampie chiazze rosse lungo la via di fuga, e pure una serie di tagli importanti alle falangi delle dita.

L’aggressione e i soccorsi

La storia che state leggendo non è accaduta in queste ore ma una settimana fa, nella notte tra sabato e domenica scorsi, quando erano le 2.30. Notizia che poi è passata di bocca in bocca fino a divenire di dominio pubblico per le vie del centro. La segnalazione era arrivata, sabato notte, anche alle volanti della polizia che erano prima intervenute sul posto, alla fine di via Garibaldi, nei pressi del Politeama, e poi avevano iniziato una indagine per cercare di ricostruire l’accaduto, sentendo i testimoni e raccogliendo i video delle immagini delle telecamere sparse tra via Garibaldi, piazza Volta e anche piazza Cavour. Un lavoro che ha l’obiettivo di cercare di ricostruire la dinamica dell’aggressione e cosa possa aver causato quelle importanti ferite da taglio, se davvero un machete – come raccontato dalla vittima – oppure un’altra arma da taglio con una lama lunga e affilata, l’unica in grado di provocare simili lesioni.

La ricostruzione dei testimoni

Diversi i testimoni che hanno assistito a quanto stava avvenendo. E tante le persone con cui abbiamo parlato, tutte che hanno voluto mantenere l’anonimato, ma che hanno ricostruito una stessa e unica scena vissuta quando la città, seppur fosse molto tardi, era ancora molto viva all’esterno dei bar della zona.

Un uomo, quello che è poi risultato essere la vittima (con addosso una camicia azzurra) scappa da qualcuno e, arrivando da piazza Cavour, attraversa di corsa piazza Volta, tagliandola in diagonale. È seguito a poca distanza da un altro uomo che lo chiama, come per invitarlo a fermarsi: «Ma dove vai? Vieni qui!».

«Il tono non era aggressivo», dice un testimone, era come se lo volesse aiutare. L’uomo che fugge è ricoperto di sangue, e lascia sul selciato anche importanti macchie ematiche che proseguono lungo tutta via Garibaldi. All’altezza dell’incrocio, nei pressi del Politeama, perde i sensi e cade a terra. Alcuni testimoni notano la scena e si avvicinano per aiutarlo. «Gli abbiamo tirato qualche schiaffo, per farlo riprendere», racconta una ragazza. «Aveva un taglio molto profondo al braccio, uno al collo meno profondo e anche dei tagli importanti alle mani». Il ragazzo - «avrà avuto trent’anni, era straniero» - si riprende un attimo e dice: «Mi ha colpito con un machete», poi perde di nuovo i sensi.

Sul posto arriva la polizia, poi anche il 118. Il ferito viene trasportato d’urgenza al Sant’Anna. Stretto riserbo, da parte degli inquirenti sull’accaduto. Si sa solo che le immagini delle telecamere sono state acquisite e si cerca di ricostruire l’aggressione. Non sarà facile.

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