Sanità, l’intercettazione sui nuovi vertici  «Il capo del S. Anna?  No, troppo pacato»
Marco Onofri assieme al presidente della Regione Attilio Fontana

Sanità, l’intercettazione sui nuovi vertici

«Il capo del S. Anna?
No, troppo pacato»

Il “manovratore” del presidente Fontana: «Onofri direttore generale? Non va bene»

I nomi di due ex manager del Sant’Anna erano in lizza per il posto più importante della sanità lombarda. A dirlo sono le carte dell’inchiesta-terremoto che ha portato all’arresto di politici e dirigenti pubblici, alcuni dei quali in “affari” con imprenditori vicini alla ’ndrangheta.

In quell’inchiesta emerge il ruolo di Gioacchino Caianiello, uomo forte di Forza Italia in Lombardia, autentico suggeritore del presidente della Regione Attilio Fontana nelle nomine per le poltrone pubbliche e per questo accusato - tra l’altro - di istigazione alla corruzione.

Proprio nelle manovre con cui Caieniello avrebbe proposto al governatore leghista «di riuscire a far ottenere, per il tramite dell’Afo Metropolitana, consulenze onerose in favore dell’avvocato Luca Marsico, socio dello studio» di Attilio Fontana, sono finite nelle intercettazioni anche le scelte per il ruolo più importante della sanità lombarda: quello di direttore generale.

Si scopre così, dalle parole dello stesso Caianiello captate dalla dda di Milano, che la scorsa primavere in lizza per quella poltrona vi erano due manager del Sant’Anna: l’allora direttore generale dell’ospedale comasco, Marco Onofri, e l’ex direttore Andrea Mentasti, attuale presidente di Pedemontana (i due, va subito chiarito, non sono in alcun modo indagati nell’inchiesta della magistratura).

Di loro Caianiello, presidente onorario di “Agorà – liberi e forti”, potente associazione legata al centrodestra, discute in tre conversazioni con il segretario provinciale di Varese della Lega, Matteo Bianchi, con Roberto Leonardi, coordinatore di Forza Italia sempre a Varese, e con il consigliere regionale forzista Angelo Palumbo.

Sullo sfondo il tentativo di far quadrare il cerchio sul cruccio del presidente Fontana: offrire un ruolo al socio Marsico, rimasto fuori dal consiglio regionale. «Attilio - dice Caianiello a Palumbo - ha due problemi dal risolvere: Luca (Marsico, secondo gli investigatori ndr) e Mentasti, un loro amico che ha fatto il direttore dell’azienda ospedaliera». Il primo problema, l’uomo che sussurrava al governatore l’avrebbe voluto risolvere con uno scambio: nominare l’amico Giuseppe Zingale direttore generale alla Formazione regionale in cambio dell’affidamento all’avvocato Marsico di consulenze onerose (suggerimento poi non raccolto da Fontana).

Di Mentasti, invece, Caianiello tornerà a parlarne nella chiacchierata con il leghista Bianchi, nella quale spiega di aver suggerito al presidente della Regione di mettere «Mentasti a fare il direttore generale della sanità, è uno che rompe i c...». Ma Fontana dice no, lui vorrebbe mettere Marco Onofri: «Io gli ho detto: “guarda, Onofri non metterlo perché è uscente ed è brutto... Mettilo a fare il responsabile dell’Agenzia del controllo, poi tu alla sanità hai bisogno di uno tonico. Onofri è una persona posata, vuoi per l’età, vuoi per altri c... è un amico, persona competente ma... per me Onofri non va bene».

E infatti Onofri non diventerà direttore della sanità lombarda (quell’incarico è andato a Luigi Cajazzo) bensì direttore dell’Agenzia di controllo della sanità lombarda, come suggerito da Caianiello.


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