Santarella, via Valleggio e Santa Teresa
L’università ha un progetto (a parole)

Ambizioso piano di opere in città. L’Ateneo promette: lo porteremo a termine - Nell’ex Ticosa una biblioteca, nella residenza un collegio di merito, spazi anche per lo sport

Santarella, Santa Teresa, via Valleggio e via Castelnuovo. Sono i punti su cui l’Insubria investe per il futuro in città. La principale novità del piano di sviluppo presentato ieri riguarda il Santarella: nelle intenzioni dell’ateneo, come spiegato dal direttore generale Marco Cavallotti, potrebbe diventare una biblioteca umanistico-giuridica (vista anche la vicinanza con la sede di Sant’Abbondio), inoltre ci sarebbe la possibilità di creare spazi attrezzati e condivisi con altre realtà e gestiti dall’ateneo.

Per quanto riguarda Santa Teresa, invece, l’idea dell’Insubria è trasformare la residenza in un collegio di merito, sull’esempio di quanto è stato fatto a Pavia. L’intenzione è mettere a bando i posti per l’inizio dell’anno accademico 2022-2023: serviranno anche alcuni passaggi burocratici per avere il riconoscimento, oltre alla creazione, verosimilmente, di una fondazione per gestirlo. Ma su questo versante non sembrano esserci dubbi o problemi.

Spostandoci nel polo scientifico, è stata completata l’acquisizione dalla Provincia degli spazi del Politecnico e sono in fase di progettazione gli interventi di adeguamento. Per l’aula magna, invece, immobile di proprietà del Comune e inserita negli “emblematici” cofinanziati da Fondazione Cariplo, Regione e università, i lavori dovrebbero terminare entro la metà del prossimo anno accademico (quindi prima della primavera). In via Valleggio, invece, è in fase di conclusione l’accordo per il subentro negli spazi lasciati liberi dal Politecnico.

In via Oriani è stata chiusa l’operazione di trasferimento del dipartimento di Scienze umane e dell’innovazione per il territorio, mentre è in corso la verifica della disponibilità di aule nella torre ex Politecnico: se gli spazi saranno sufficienti, l’università potrebbe restituire al Comune lo stabile di via Cavallotti. Infine, nell’area ex materassificio, dietro a Valleggio, l’Insubria sta valutando la possibilità di creare spazi dedicati alla cultura dello sport. Palazzo Natta, invece, sta tornando al Comune e potrebbe diventare, come annunciato dal sindaco Mario Landriscina, la casa della cultura cittadina.

Per la realizzazione si punta sui finanziamenti previsti dal Miur per l’edilizia universitaria. Ma, come sottolineato ieri, i progetti saranno portati a termine. Si tratta di un piano ambizioso e che incrementerebbe la presenza in città dell’ateneo. Al momento, non si sa quanti soldi serviranno o quando cominceranno i lavori. I progetti, salvo sorprese, saranno inseriti a settembre nel piano triennale e in quel frangente si dovrebbero avere maggiori dettagli.

«È una giornata importante per la nostra città – ha commentato soddisfatto il sindaco Landriscina – è un pezzo di un cammino: la collaborazione con l’università è massima». Dello stesso avviso anche il rettore Angelo Tagliabue: «Consolidiamo e ampliamo il dialogo con il territorio, con impegno e con un contributo innovativo d’idee, spazi, cultura a disposizione della città che ci fa guardare al futuro con grande entusiasmo». Per il prorettore Stefano Serra Capizzano, infine, «Como è una città ricca di energie. L’università può aiutare ad attrarre giovani talenti, anche dall’estero».

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