Santarella, via Valleggio e Santa Teresa  L’università ha un progetto (a parole)
Da sinistra Antonio Ferro, Francesco Pettignano, Mario Landriscina, Angelo Tagliabue, Stefano Serra Capezzano, Marco Cavallotti durante la presentazione del maxi progetto (Foto by foto butti)

Santarella, via Valleggio e Santa Teresa

L’università ha un progetto (a parole)

Ambizioso piano di opere in città. L’Ateneo promette: lo porteremo a termine - Nell’ex Ticosa una biblioteca, nella residenza un collegio di merito, spazi anche per lo sport

Santarella, Santa Teresa, via Valleggio e via Castelnuovo. Sono i punti su cui l’Insubria investe per il futuro in città. La principale novità del piano di sviluppo presentato ieri riguarda il Santarella: nelle intenzioni dell’ateneo, come spiegato dal direttore generale Marco Cavallotti, potrebbe diventare una biblioteca umanistico-giuridica (vista anche la vicinanza con la sede di Sant’Abbondio), inoltre ci sarebbe la possibilità di creare spazi attrezzati e condivisi con altre realtà e gestiti dall’ateneo.

Per quanto riguarda Santa Teresa, invece, l’idea dell’Insubria è trasformare la residenza in un collegio di merito, sull’esempio di quanto è stato fatto a Pavia. L’intenzione è mettere a bando i posti per l’inizio dell’anno accademico 2022-2023: serviranno anche alcuni passaggi burocratici per avere il riconoscimento, oltre alla creazione, verosimilmente, di una fondazione per gestirlo. Ma su questo versante non sembrano esserci dubbi o problemi.

Spostandoci nel polo scientifico, è stata completata l’acquisizione dalla Provincia degli spazi del Politecnico e sono in fase di progettazione gli interventi di adeguamento. Per l’aula magna, invece, immobile di proprietà del Comune e inserita negli “emblematici” cofinanziati da Fondazione Cariplo, Regione e università, i lavori dovrebbero terminare entro la metà del prossimo anno accademico (quindi prima della primavera). In via Valleggio, invece, è in fase di conclusione l’accordo per il subentro negli spazi lasciati liberi dal Politecnico.

In via Oriani è stata chiusa l’operazione di trasferimento del dipartimento di Scienze umane e dell’innovazione per il territorio, mentre è in corso la verifica della disponibilità di aule nella torre ex Politecnico: se gli spazi saranno sufficienti, l’università potrebbe restituire al Comune lo stabile di via Cavallotti. Infine, nell’area ex materassificio, dietro a Valleggio, l’Insubria sta valutando la possibilità di creare spazi dedicati alla cultura dello sport. Palazzo Natta, invece, sta tornando al Comune e potrebbe diventare, come annunciato dal sindaco Mario Landriscina, la casa della cultura cittadina.

Per la realizzazione si punta sui finanziamenti previsti dal Miur per l’edilizia universitaria. Ma, come sottolineato ieri, i progetti saranno portati a termine. Si tratta di un piano ambizioso e che incrementerebbe la presenza in città dell’ateneo. Al momento, non si sa quanti soldi serviranno o quando cominceranno i lavori. I progetti, salvo sorprese, saranno inseriti a settembre nel piano triennale e in quel frangente si dovrebbero avere maggiori dettagli.

«È una giornata importante per la nostra città – ha commentato soddisfatto il sindaco Landriscina – è un pezzo di un cammino: la collaborazione con l’università è massima». Dello stesso avviso anche il rettore Angelo Tagliabue: «Consolidiamo e ampliamo il dialogo con il territorio, con impegno e con un contributo innovativo d’idee, spazi, cultura a disposizione della città che ci fa guardare al futuro con grande entusiasmo». Per il prorettore Stefano Serra Capizzano, infine, «Como è una città ricca di energie. L’università può aiutare ad attrarre giovani talenti, anche dall’estero».


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