Scivola su una grata e si rompe la caviglia  «E adesso denuncio il Comune»
La rampa di acciaio di via Bellinzona sulla quale si è verificato l’incidente (Foto by butti)

Scivola su una grata e si rompe la caviglia

«E adesso denuncio il Comune»

Una brutta caduta in via Bellinzona, la frattura del malleolo e un intervento chirurgico. «Cosa ci vuole a intervenire? Questo è un percorso battuto da bambini e persone anziane»

Una brutta caduta, un’operazione chirurgica prevista per lunedì, una lenta e costosa riabilitazione con almeno un mese di gesso incluso. Tanto costerà la caduta sulla grata collocata all’altezza del civico 35 di via Bellinzona. Purtroppo, per chi a piedi scende da quella zona in direzione del centro, mettere i piedi su quel passaggio è l’unica soluzione, a meno di non voler camminare sull’asfalto della strada. E il rischio è quello di farsi male.

«Abito in via Rosales - racconta la vittima, 51 anni, oggi dolorante e in attesa di intervento -, martedì stavo andando in chiesa a San Salvatore. Erano le 15. Scendendo sono passata proprio davanti alla grata, collocata sopra una sorta di piccola roggia. Sapevo essere scivolosa, mi era già capitato di rischiare di cadere. Quindi, prevenendo, mi sono attaccata al corrimano. Ma questa volta, purtroppo, non è servito. Avevo anche le scarpe di gomma, ma sono scivolata ugualmente, ricadendo sul piede e spaccandomi il malleolo». Sono intervenuti immediatamente gli addetti dell’esercizio commerciale “Albonico”. Poi è arrivata l’ambulanza. «Sono addirittura svenuta – spiega Elena Viganò – mettendoci almeno venti minuti a riprendere conoscenza».

L’intenzione della signora è sporgere denuncia contro il Comune. Il pericolo scivolamento di quel passaggio non è nuovo, tanto che già tempo fa (si parla di anni, per capire da quanto esiste il problema) una signora cadde con conseguenze non indifferenti alle vertebre. Da qui, la richiesta a palazzo Cernezzi di sostituire griglia con un attraversamento più sicuro, così da essere utilizzato da tutte le persone, non più costrette a scegliere se camminare sulla carreggiata o rischiare di andare “lunghi” per terra.


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