Sentenza del giudice  «La pausa caffè non è reato»
Finanzieri nel cortile del Comune di Como (Foto by archivio)

Sentenza del giudice

«La pausa caffè non è reato»

Il danno causato a Palazzo Cernezzi dai tre lavoratori ammonterebbe a soli 6 euro

«Non può dirsi che una breve sosta per bere un caffè integri» un reato, anche perché «la pausa caffè è assolutamente tollerata dai contratti di lavoro e dalla giurisprudenza». Finisce com’era inevitabile finisse la storia del presunto scandalo dei dipendenti comunali sorpresi a timbrare il cartellino e poi uscire per bere un caffè prima di iniziare a lavorare: con l’archiviazione di tutte le accuse. E non , come aveva chiesto inizialmente la Procura, per particolare tenuità del fatto. Ma proprio perché quella condotta non costituisce alcun reato.

«Ratio della norma - ha scritto il giudice nel provvedimento - è potenziare i livelli di efficienza degli uffici pubblici e di contrastare i fenomeni di assenteismo» e «non può dirsi che una breve sosta per bere un caffè, peraltro pacificamente tollerata come momento di necessario ristoro e di recupero di energie lavorative, integri una interruzione del servizio idonea a influire sul rendimento del dipendente». Insomma: niente reato. Causa chiusa. Accuse archiviate.

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