Senzatetto, notti al gelo  e nessuna soluzione  «Facciamo il possibile»
Sono sempre tanti i senzatetto che trascorrono la notte all’aperto, sotto i portici di San Francesco (Foto by butti)

Senzatetto, notti al gelo

e nessuna soluzione

«Facciamo il possibile»

L’assessore studia le ipotesi per il dormitorio : «In via Sirtori ora anche gli irregolari, dopo non si potrà» - Fondi ai progetti per l’emergenza, per il tendone si vedrà

Como

Con le temperature vicine allo zero, qualche decina di senzatetto di notte ancora dorme sotto ai portici del centro città. Per l’assessore ai servizi sociali Angela Corengia il tema del futuro dormitorio resta aperto, uno dei nodi da sciogliere sono gli irregolari senza documenti.

«I senzatetto che purtroppo in questi giorni dormono per strada – spiega l’assessore – riguardano casi delicati, anche di disagio mentale. Oppure sono dei migranti in transito o anche persone in lista d’attesa per un posto al dormitorio della Napoleona, dove non è possibile essere ospitati per periodi lunghi. Dalla prossima primavera con la chiusura degli spazi dedicati all’accoglienza al Cardinal Ferrari dovremo per forza trovare una soluzione sul tema dormitorio». Il sindaco ha chiesto aiuto alla città, le possibilità del Comune sono limitate.

«Dunque si è fatta avanti una rete di soggetti sensibili - dice ancora Corengia .- Presto dovremo fare delle scelte, anche sulla collocazione del tendone per l’emergenza freddo. Certo è che in via Sirtori ora è possibile accogliere tutti, anche gli irregolari, chiudendo un occhio. Il nuovo dormitorio se sarà comunale e pubblico dovrà per forza segnalare le presenze e chiedere i documenti. Così del resto ha deliberato anche il consiglio comunale». I “sans papiers” dunque potrebbero restare per strada. «Ci sono però dei percorsi autonomi in sviluppo – dice Corengia – don Giusto a Camerlata, Sant’Agata ha aperto altri posti letto e il don Guanella pure ha incrementato gli sforzi. Tutti cercano di uscire dalla prima emergenza lavorando sui percorsi di autonomia. Non bisogna fermarsi al tetto, ma occorre dare gli strumenti per abbandonare la strada».

Corengia esclude che il Comune possa offrire come dormitorio la casa albergo di via Volta, che comunque non verrà venduta, ma resterà vincolata per futuri scopi sociali.

Il collegio Santa Teresa è confermato nelle disponibilità di prossimi progetti dell’università dell’Insubria dopo sette anni di chiusura. «Non siamo rimasti con le mani in mano anche ora che i dormitori sono tutti pieni – dice Corengia – abbiamo rinnovato la gestione del centro di via Napoleona con la Caritas per tre anni a 470mila l’anno, aggiungendo un educatore. Con un atto di indirizzo abbiamo chiesto a tutti gli enti che lavorano nell’accoglienza di proporre dei progetti per i senzatetto, con le unità di strada anche notturne, per la tutela della salute in cambio di fondi. Ci sono 8mila euro per l’emergenza freddo e 35mila per porte aperte. Infine un bando europeo più corposo per 843mila euro guarda a diverse azioni anche abitative e di avviamento al lavoro».

L’ipotesi più semplice è spostare il tendone della Caritas in un’altra area, magari dietro a Sant’Abbondio accanto all’Insubria. «Non so se possa essere la collocazione adatta – risponde l’assessore – la tensostruttura comunque è della Caritas e vedremo se potranno metterla a disposizione della città».


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