Sfiducia all’assessore Negretti  E con il voto segreto rischia
L’assessore Elena Negretti, già dipendente dell’azienda ospedaliera Sant’Anna, in giunta con le deleghe alla Sicurezza e al Personale

Sfiducia all’assessore Negretti

E con il voto segreto rischia

Mozione della Lista Rapinese dopo la sentenza di reintegro della dipendente licenziata

Mozione di sfiducia nei confronti dell’assessore al Personale e alla Sicurezza Elena Negretti. La firmano i consiglieri comunali Ada Mantovani, Alessandro Rapinese e Fulvio Anzaldo che all’assessore fanno anche il verso, copiando e incollando una dichiarazione che lo scorso gennaio la stessa “zarina” (così la chiamano a palazzo) riservò ai giornali dopo il licenziamento della dipendente che questa settimana il giudice del lavoro ha invece reintegrato nel suo ruolo: «Questo consiglio - si legge nel testo della mozione, speculare alla dichiarazione di gennaio - è vicino umanamente all’assessore Negretti ma è fermamente convinto che ciascuno debba rispondere delle proprie azioni e/o omissioni e dei propri comportamenti».

Del resto è proprio da qui, dalla storia di quel licenziamento annullato dal tribunale del lavoro che Rapinese & co prendono spunto per motivare la loro richiesta di sfiducia. Le parole del giudice pesano moltissimo: «La condotta (dell’amministrazione) non pare pienamente rispettosa del generale principio di correttezza e buona fede che, come noto, costituisce un criterio di valutazione dell’adempimento degli obblighi contrattuali», si legge in sentenza, il che è quasi (quasi) come confermare quel che a palazzo si vocifera (malignamente?) da un po’, e cioè che in fondo questo governo della città non aspettasse altro che l’occasione di potersi mostrare intransigente e risoluto con i furbetti.

Ora bisognerà capire quando la mozione sarà discussa. Con l’arretrato che si è accumulato in consiglio, il rischio è che si finisca a parlarne tra qualche mese. Per questo il consigliere Anzaldo sembrerebbe intenzionato, già lunedì, a depositare un’istanza di trattazione urgente, per la quale servirebbero le firme di sette consiglieri. Dopodiché - come in tutte le circostanze in cui si discuta dell’operato di un sindaco e sulla base di un regolamento in questo senso molto restrittivo - il dibattito consigliare si svolgerà a porte chiuse e, molto probabilmente, si concluderà con voto segreto, opzione che rende il tutto ancora più interessante.


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