Sgarbi accusa il Comune e il sindaco  «Mostre? Parole e poi sono spariti»
Vittorio Sgarbi sul palco del Teatro Sociale, per l’incontro della rassegna Le Primavere (Foto by butti)

Sgarbi accusa il Comune e il sindaco

«Mostre? Parole e poi sono spariti»

Il critico accusa: «Sindaco poco serio,volevamo esporre a Villa Olmo le opere della collezione Cavallini Sgarbi. Venni a Como tre o quattro volte, dei rappresentati dell’amministrazione visitarono la mostra a Ferrara, ci siamo incontrati, abbiamo preso accordi, poi il nulla»

Tentar non nuoce suona bene ma non sempre corrisponde al vero. Risale al marzo dell’anno scorso l’assiduo scambio di contatti a proposito di una eventuale mostra a Villa Olmo, una volta terminati i lavori di sistemazione. Ipotesi che sfumò, ma lasciò uno sgradevole ricordo a Vittorio Sgarbi, due giorni fa ospite al Teatro Sociale di Como.

«La vostra amministrazione e un poco serio sindaco avevano preso contatti perché si doveva portare a Como la collezione Cavallini Sgarbi della mia famiglia, una collezione che include Guercino, Artemisia, grandi pittori e invece adesso la portiamo in Trentino, dove sono presidente del Mart. Venni a Como tre o quattro volte, dei rappresentati dell’amministrazione visitarono la mostra a Ferrara, ci siamo incontrati, abbiamo preso accordi, dopodiché Elisabetta, mia sorella, che segue la collezione, mi ha detto “questi di Como non mantengono la parola data”».

Risale al 7 marzo 2018 il sopralluogo a Villa Olmo di Elisabetta Sgarbi, presidentessa della Fondazione Cavallini Sgarbi, editrice e ideatrice dalla Milanesiana, in compagnia del consigliere comunale Franco Brenna, del dirigente Maurizio Ghioldi e dell’allora assessora ai Grandi eventi Simona Rossotti. Non furono rilasciate dichiarazioni, ma pare si trattasse - o forse era una speranza - di una visita organizzata in ottica grandi mostre. Subito dal Comune fecero sapere che comunque, quale che fosse l’iniziativa che si stava pensando di intraprendere, non se ne sarebbe parlato prima della primavera del 2019, questa appunto. Prima ci fu un assiduo scambio di visite e confronti, Vittorio Sgarbi aveva incontrato a Palazzo Cernezzi Mario Landriscina ed era un ritorno perché il critico d’arte già in passato aveva visitato e seguito da vicino la parabola delle mostre a Villa Olmo dell’allora assessore alla Cultura Sergio Gaddi.

Ufficialmente quell’ultima visita di Sgarbi nasceva dalla necessità di un confronto e di una consulenza proprio in vista del rilancio di iniziative culturali sulle quali l’attuale maggioranza, in campagna elettorale, aveva lasciato a intendere di voler investire ancora. Ma nulla è accaduto. «Faccio fatica a comprenderne le ragioni. Sappia il sindaco che in questo momento la considerazione di mia sorella e mia non è positiva. Non ci si comporta in quel modo. Tanto è vero che un piccolissimo paese, Caldes, fece l’accordo con noi più o meno negli stessi tempi e tra pochi giorni la loro mostra aprirà. Mi pare che una città come Como non avesse tante ragioni per non realizzare la stessa cosa».

Interrogata sulla mancata mostra comasca, Elisabetta lapidaria risponde: «Non saprei proprio cosa dire, tranne che la Collezione Cavallini Sgarbi dal prossimo 6 giugno sarà esposta al Castello di Caldes in Val di Sole». E Como? Non pervenuta.


© RIPRODUZIONE RISERVATA