Si fingevano di Como per l’Rc auto  Così pagavano venti volte di meno
Residenze fittizie, false attestazioni e incidenti sospetti: così truffavano le assicurazioni (Foto by Archivio)

Si fingevano di Como per l’Rc auto

Così pagavano venti volte di meno

Decine di truffe, indagata un’agenzia di assicurazioni che opera in provincia. Al sud premio di 6.500 euro, da noi 315. Un “comasco” denuncia 5 sinistri in un anno a Napoli

La nostra città avrà pure tanti difetti, ma offre ai comaschi un vantaggio che, trattandosi di soldi da spendere, in altre parti d’Italia molti guardano con invidia: premi assicurativi estremamente vantaggiosi per tutelare la propria auto. La differenza con altre province, in particolare del Meridione, è anche dell’ordine di alcune migliaia di euro.

È il motivo per cui proprio Como è una delle località scelte come domicilio fittizio da parte di molti automobilisti del sud che non sono in grado di sostenere il pagamento di premi annuali altrimenti molto esosi. Così in Meridione fanno letteralmente carte false per apparire residenti sulle sponde del Lario. È quanto emerge da un’inchiesta della Procura di Como, coordinata dal sostituto procuratore Antonio Nalesso, che ha scoperto un vasto susseguirsi di truffe ai danni delle compagnie.

E se i beneficiari dello sconto sono tutte persone residenti nelle regioni del sud, al centro di questo vorticoso giro di falsi attestati vi sarebbe un’agenzia assicurativa comasca. Il titolare e un suo collaboratore sono per ora gli unici indagati. Il pm me ha chiesto il rinvio a giudizio «per avere formato false certificazioni amministrative sia allo scopo di ottenere le più vantaggiose tariffe in materia di rc auto previste per i residenti delle regioni del nord Italia, rispetto a quelle comunemente praticate dalle agenzie assicurative delle regioni meridionali, sia producendo falsi certificati di rischio attestanti situazioni più vantaggiose di quelle reali».

Un doppio beneficio, dunque veniva offerto ai clienti dell’agenzia, almeno secondo le conclusioni dell’inchiesta, che consentiva di abbattere nettamente i costi dell’assicurazione. E i casi accertati, tutti relativi alle annualità 2014 e 2015, sono sorprendenti: il ribasso è di più di dieci volte. In alcuni casi anche di venti volte.

Per esempio, il premio dovuto da una signora in base alla effettiva residenza in provincia di Napoli sarebbe stato di 5.819 euro, quello versato, facendo apparire il domicilio a Como, è stato di 446 euro. In un altro caso, residenza in Calabria, la differenza è anche maggiore: 6.493 euro, divenuti magicamente 315 in riva al Lario.

La Procura ha acceso un faro quando è giunta la segnalazione da parte di una compagnia di assicurazioni su una serie sospetta di incidenti: un automobilista, che risultava domiciliato a Como, aveva denunciato cinque sinistri in un solo anno, tutti verificatisi però in provincia di Napoli. Dove effettivamente risiedeva, hanno scoperto poi gli inquirenti. Sono decine i casi finiti sotto la lente di ingrandimento della Procura, tutti riconducibili alla stessa agenzia. Nessuno degli automobilisti beneficiari risulta però indagato, almeno in questa inchiesta.

Il caso è approdato la scorsa settimana in Tribunale di fronte al giudice per le indagini preliminari. I legali dei due soli indagati, gli avvocati Pier Luigi Cazzetta e Arnaldo Giudici , hanno ottenuto un rinvio per concordare con il pm un eventuale patteggiamento.

Nell’eventualità che si vada a giudizio, invece, sono pronte a costituirsi parte civile le compagnie assicurative che hanno subito i danni: Unipol Sai, Uniqa Protezione e Donau Vienna.


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