Sistemano il museo, senza le monete
Una delle sale del museo Giovio, in piazza Medaglie d’Oro (Foto by foto butti)

Sistemano il museo, senza le monete

Il Comune ristruttura la sezione romana del Giovio ed espone i reperti trovati vent’anni fa in via Benzi - Ma fra qualche mese si cambia di nuovo: se ripensano le sale, la Soprintendenza punta a portarci il tesoro

Apre al pubblico la rinnovata sezione archeologica romana del museo Giovio ma, al momento, non si hanno novità su dove saranno collocate le mille monete d’oro, ormai conosciute come il “tesoro di Como”. «Gli uffici sono al lavoro per trovare delle proposte per una collocazione adeguata – ha detto ieri il sindaco Mario Landriscina durante la presentazione alla stampa – Le monete sono ancora in fase di studio. Ci vorranno diversi mesi».

Non sono ancora stati stabiliti i tempi esatti ma, per una prima esposizione, bisognerà attendere l’estate o, verosimilmente, l’autunno del prossimo anno: «La fase di studio è lunga e accurata – commenta al telefono il soprintendente regionale Luca Rinaldi – Stanno proseguendo le fasi di pulizia e le analisi, sia sul contenitore, sia sui materiali di deposito. Un esempio: i bronzi di Riace sono rimasti dieci anni nel laboratorio di restauro di Firenze. Oppure, per restare a Como, si sta lavorando per l’esposizione dei reperti trovati durante la realizzazione del Sant’Anna. Se si vuole agire in modo serio e scientifico, ci vuole tempo. Mostrare le foto è un conto, un altro è mettere a punto una mostra».

Per quanto riguarda il posto destinato all’allestimento, dovrebbe proprio essere il museo archeologico cittadino: «L’idea è quella – conferma Rinaldi – Sono necessarie la sistemazione di alcune sale e la risoluzione dei problemi. Poi, si deciderà l’allestimento. Come potrebbe essere ripensato? Non si può rispondere con facilità: è un museo bellissimo, che andrebbe valorizzato ulteriormente».

Oggi alle 17 saranno svelate alla cittadinanza le novità della sezione romana. Innanzitutto, saranno esposti i reperti trovati durante lo scavo urbano effettuato nel 1999 in viale Varese-angolo via Benzi, in occasione della costruzione del Pirellino, che ha portato alla luce un intero quartiere e due necropoli di epoca romana. È stato rinnovato l’apparato informativo. In base agli studi più recenti, sono stati aggiornati i pannelli e le didascalie, ora sia in italiano sia in inglese, degli oggetti. Disponibili anche schede in braille.

Per valorizzare ulteriormente il museo, nei prossimi mesi saranno previsti anche approfondimenti tematici: «I nostri musei - aggiunge Isabella Nobile, responsabile scientifico della struttura – sono ricchi, hanno un grande patrimonio. Purtroppo non tutto può essere esposto al pubblico. Quindi, a rotazione, vorremmo presentare quanto c’è nel deposito, comunque di estrema importanza».

Allo studio anche un possibile prolungamento dell’orario: «Stiamo lavorando - sottolinea l’assessore alla Cultura Simona Rossotti – affinché siano aperti da mattina fino a sera tardi, tutti i giorni della settimana. Sono necessarie operazioni di promozione dentro eventi mirati, capaci di creare abitudine nella frequentazione».


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